Soccorritori del Sassarese sul piede di guerra, la situazione

Ambulanza

La rabbia dei soccorritori del Sassarese contro le associazioni.

Il malcontento tra i soccorritori delle associazioni del 118 nel Sassarese sembra crescere, con diverse segnalazioni presentate nelle ultime settimane all’Ispettorato del Lavoro di Sassari. Secondo quanto lamentano diversi operatori sanitari, che preferiscono mantenere l’anonimato, i problemi riguarderebbero turni e condizioni di lavoro percepite come irregolari. In alcuni casi, gli operatori avrebbero denunciato di essere stati assicurati per 6 ore, ma costretti a coprire turni di 24 ore alternati a giorni di riposo in sequenza discontinua. La gestione di tali situazioni, sostengono, avrebbe spesso sfiorato comportamenti al limite della legalità, generando tensioni interne.

Le ambulanze del 118, va ricordato, sono pagate regolarmente dall’Areus, l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza Sardegna. Tuttavia, l’ente non può intervenire direttamente, trattandosi di questioni interne alle singole associazioni di assistenza. Le segnalazioni depositate all’Ispettorato del Lavoro e gli esposti pronti per la Procura della Repubblica potrebbero comunque dare avvio a verifiche e accertamenti da parte dell’ente regionale guidato con grande serietà e competenza da Angelo Maria Serusi.

Non mancano ulteriori episodi che hanno acceso i riflettori sulle associazioni di soccorso. Negli ultimi giorni è emersa la vicenda di una soccorritrice del Sassarese che, come raccontato dai testimoni sul posto, ha aggredito diverse persone. L’associazione di appartenenza ha preso le distanze, sottolineando il rispetto della privacy e stigmatizzando l’accaduto. Problemi simili erano già emersi in passato: mesi fa un volontario, subito dopo aver concluso il turno al 118, è stato fermato dalle Forze dell’Ordine in possesso di alcuni grammi di sostanza stupefacente e successivamente espulso dall’associazione.

Le tensioni interne alle associazioni di volontariato mettono in luce le difficoltà organizzative e gestionali che caratterizzano il servizio di emergenza territoriale, nonostante la responsabilità primaria ricada sulle strutture associative e non direttamente sull’ente pubblico. La combinazione di turni estenuanti, pressione operativa e comportamenti individuali può spesso influire sulla sicurezza del servizio e sulla reputazione complessiva del sistema di emergenza. da qui il monito dei volontari: “Nei prossimi giorni invieremo una comunicazione all’Areus, che potrà comunque verificare quanto riportato effettuando ispezioni a sorpresa nelle sedi del territorio”.

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