Il caso complicato di Speranza Ponti.
Il femminicidio di Speranza Ponti approda a “Un giorno in Pretura”, in una puntata che andrà in onda dal 31 agosto in anteprima su RaiPlay e dal 7 settembre in seconda serata su Rai 3. Il caso della donna scomparsa ad Alghero nel 2019 è diventato uno dei casi più feroci di cronaca nera in Sardegna.
La vicenda ha messo davanti agli occhi di tutti la drammatica realtà dei femminicidi in Sardegna. Del delitto è stato accusato il compagno Massimiliano Farci, già condannato in passato per omicidio, che si proclama innocente per questo fatto. Una vicenda oscura, intreccio di passato e presente, destinata a diventare un nuovo classico del noir giudiziario.
La triste storia di Speranza Ponti.
Speranza Ponti era una donna di circa 50 anni originaria di Uri, che si era trasferita ad Alghero dopo aver vissuto molti anni a Genova. Il 5 dicembre del 2019 scomparve nel nulla e il suo corpo fu ritrovato solo il 31 gennaio 2020 in un campo alla periferia di Alghero. Dopo quasi dieci mesi, il cadavere fu restituito ai familiari e ricomposto all’ospedale “Marino” di Alghero, dove i genitori poterono finalmente darle degna sepoltura.
Le indagini portarono all’arresto del compagno, Massimiliano Farci, che sostiene di aver ritrovato Speranza “impiccata con un lenzuolo alla porta della camera da letto” e di aver poi occultato il cadavere in quel campo, asserendo di averlo fatto per assecondare un suo presunto desiderio.
I dettagli sulla vita personale di Speranza restano riservati: dalle fonti emerge che viveva con il compagno ad Alghero da circa due anni dopo il periodo trascorso a Genova. Era ricordata dai familiari come una figlia che meritava serenità e rispetto. Secondo quanto stabilito dai giudici, Farci avrebbe ucciso Speranza Ponti spinto da un duplice movente: economico e legato alla gelosia. Il primo era legato al timore di perderne i soldi depositati in banca, mentre il secondo riguardava la gelosia scatenata dal fatto che Speranza aveva riallacciato i contatti con il suo ex-marito.
Durante il primo grado del processo, il 55enne è stato condannato all’ergastolo con 18 mesi di isolamento diurno. In appello, nel febbraio 2024 fu confermata la condanna. Anche la Cassazione nel 2024 ha confermato l’ergastolo.