L’apertura del 464° anno accademico dell’università di Sassari.
L’università di Sassari si prepara ad aprire ufficialmente il 464° anno accademico con una cerimonia che mantiene i canoni tradizionali, pur inserendosi in un contesto istituzionale particolarmente significativo. L’appuntamento è fissato per il 6 febbraio, alle 11, al teatro Verdi, sede scelta per accogliere autorità, comunità accademica e rappresentanti del mondo della scuola.
L’evento assume un valore simbolico anche per la fase che l’ateneo sta attraversando, segnata da trasformazioni strutturali e da un’intensa attività di progettazione e programmazione. La cerimonia si aprirà con l’ingresso del corteo accademico sulle note del Gaudeamus igitur, eseguito dal coro dell’università di Sassari, seguito dall’inno nazionale e dai saluti istituzionali della presidente della Regione.
Il programma istituzionale e culturale.
Dopo i saluti iniziali, il rettore Gavino Mariotti terrà la relazione inaugurale, tracciando un bilancio del percorso compiuto dall’università di Sassari negli ultimi anni. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti dei dottorandi e degli specializzandi in Senato accademico e del responsabile dell’Ufficio Ricerca e Qualità.
Elemento centrale della giornata sarà la partecipazione di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, invitato come ospite d’onore. La presenza del rappresentante della Commissione europea rafforza il legame tra l’ateneo sassarese e le politiche di sviluppo legate alla progettazione comunitaria.
Come da tradizione, spazio anche alla goliardia con l’allocuzione della nuova Pontefice Massima dell’Associazione Goliardica Turritana. La cerimonia sarà arricchita da interventi musicali dei Tenores di Bitti “Mialinu Pira” e della cantante Maria Giovanna Cherchi, accompagnata al pianoforte.
I risultati e le prospettive dell’università di Sassari.
Nel corso del suo mandato, l’università di Sassari ha intercettato risorse significative attraverso i finanziamenti del Pnrr, avviando un programma di riqualificazione strutturale e di potenziamento delle attività didattiche e di ricerca. Gli interventi hanno interessato edifici storici e nuovi spazi destinati ai dipartimenti, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta formativa e migliorare i servizi agli studenti.
Tra i progetti in fase di realizzazione rientrano il recupero del palazzo centrale, l’utilizzo dell’ex Istituto dei Ciechi per le attività del Polo Umanistico e l’attesa autorizzazione ministeriale per l’apertura del Dipartimento di Innovazione a Olbia. L’attivazione di nuovi dipartimenti viene indicata come uno dei risultati più rilevanti, insieme alla tenuta delle immatricolazioni e a un bilancio in crescita.
Resta aperto il tema della sanità universitaria, considerato un nodo irrisolto per la città di Sassari, che non dispone di una struttura ospedaliera paragonabile a quella di Cagliari.
Come scrive La Nuova Sardegna, alla cerimonia parteciperanno anche alcune classi delle scuole superiori, a testimonianza del dialogo tra l’università di Sassari e le nuove generazioni. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito istituzionale dell’ateneo.




