Dalla zona bianca a quella rossa, la rabbia dei negozi di Sassari: “Ci stanno distruggendo”

La rabbia dei negozi di Sassari.

Rabbia e delusione a Sassari per l’ingresso in zona rossa. Gli esercenti, già in affanno dalle restrizioni che hanno mandato a picco gli affari, si dicono preoccupati. Chiusi i negozi, i parrucchieri e gli estetisti. Mentre i bar e i ristoranti potranno fare solo asporto.

“Siamo più di 20 giorni chiusi ed è un’agonia insopportabile – commenta Paolo Figus, titolare del ristorante la Patigia a Ottava -. Vorremmo tornare a lavorare, ma lo Stato ci sta distruggendo. Vorremmo che ci aiutasse e bloccasse i pagamenti, invece abbiamo sempre le bollette quasi di 1.000 euro. Come facciamo a pagarle senza aiuti? Vogliamo lavorare senza colori“.

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“Ho concentrato gli appuntamenti oggi perché da domani anche noi barbieri saremo costretti a chiudere. Sono molto arrabbiato e ritengo il provvedimento ingiusto – commenta Raffaele Vitale, titolare della New Look Generation in via D’Annunzio -. Mi sono sempre adoperato per il rispetto delle regole sanitarie, ma pare che tutto questo non sia servito a nulla. Spendiamo per mettere i locali a norma e poi ci chiudono. E’ assurdo“.

Dello stesso parere anche Emanuele Sini, contitolare del bar Diamond in via Roma. “La zona rossa è l’ennesima batosta per l’economia sarda. Non è certo una novità intuire che gli incassi non copriranno minimamente le spese di normale gestione. È l’ennesima mazzata per il nostro settore. In zona arancione gli affari non andavano a gonfie vele, ma ora sarà il colpo di grazia. Non si può lavorare bene in 3 settimane di zona bianca e pretendere che gli incassi bastino per colmare mesi di chiusure. I ristori stavolta sono arrivati, ma sono la metà di quelli che il governo Conte avrebbe dovuto dare. Il nostro settore è alla fame, ma né alla politica regionale come al governo centrale importa nulla. Non si può andare avanti, di questo passo saremmo costretti a chiudere“.

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