Teatrì di Alghero d’Ignazio Chessa torna a New York. Un ritorno atteso, carico di significato e di emozione. Il 17 aprile la città americana riaccoglie l’attore e drammaturgo sardo con uno spettacolo che parla di coraggio, memoria e verità.
Lo Teatrì di Ignazio Chessa torna a New York con “Se si insegnasse la bellezza”
Dopo la tournée del 2025, Ignazio Chessa riporta in scena “Se si insegnasse la bellezza”. Uno spettacolo intenso. Un racconto necessario. Al centro c’è la figura di Peppino Impastato, giornalista ucciso dalla mafia per le sue denunce. Sul palco, Chessa non interpreta solo un uomo. Costruisce un universo. Dà voce a una madre in lutto. Diventa un boss mafioso. Si trasforma nello stesso Impastato. E poi va oltre. Diventa simbolo di un popolo che non si arrende. Lo spettacolo prende vita anche grazie a una forte componente visiva. Le animazioni di Rotimi Olowu e le illustrazioni di M. Rizzo e L. Bonaccorso arricchiscono la scena. La collaborazione con Valentina Celada e Fabio Loi rafforza l’impatto visivo e scenico. Ogni elemento contribuisce a un racconto diretto. Senza filtri. Senza compromessi.
Tra memoria e impegno civile
All’Italian American Museum, Chessa mette corpo e voce al servizio della verità. Il suo teatro non cerca scorciatoie. Non cerca consenso facile. Punta dritto al cuore del pubblico. Il linguaggio richiama la Commedia dell’Arte. Ma il contenuto resta profondamente contemporaneo. La storia di Impastato diventa attuale. Urgente. Necessaria. Il pubblico non assiste soltanto. Partecipa. Si riconosce. Si interroga. Questo è il punto di forza del lavoro di Chessa. Trasformare il teatro in esperienza viva.
“Rodari a New York”
Il 18 aprile cambia il registro. Ma non l’intensità. All’Istituto Italiano di Cultura va in scena “Rodari a New York”. Uno spettacolo ispirato a “Favole al telefono”. Qui la fantasia prende il sopravvento. Chessa immagina Gianni Rodari mentre riceve telefonate dai suoi personaggi. L’omino di niente. Re Mida. Alice Cascherina. Il tono si fa leggero. Ma il messaggio resta profondo. Le favole diventano strumenti per leggere il presente. Per parlare ai più giovani. E anche agli adulti. La tournée prosegue con due repliche in formato Home LoTeatrí. Una versione più raccolta. Più intima. Già apprezzata nel 2025. Colpisce un dato. Questo progetto nasce senza grandi produzioni alle spalle. Si regge su relazioni. Su lavoro costante. Su una visione chiara.
Dopo New York, Chessa e Fabio Loi raggiungeranno la Stone Independent School in Pennsylvania. Qui terranno un laboratorio teatrale. Le parole dell’attore spiegano tutto: “Sono entusiasta per gli spettacoli ma anche perché realizzeremo un laboratorio di teatro in una scuola media. Se insegnassimo la bellezza alla gente forniremmo un’arma contro la rassegnazione la paura e il silenzio diceva Impastato e credo che come artisti dovremmo fare di questa frase il Nord verso cui puntare il nostro ago.” E lasciare nel pubblico qualcosa che resta. Anche dopo il sipario.
