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Apr 28 2026
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Sassari celebra Sa Die de sa Sardigna con il teatro e la memoria storica

Sassari celebra Sa Die de sa Sardigna con il teatro e la memoria storica. Lunedì 28 aprile alle ore 20.30, al Teatro Astra, la Compagnia Teatro Sassari, con il contributo della Regione e del Comune di Sassari, porta in scena “Giovanni Maria Angioy – Storia di una rivoluzione mancata”, testo di Michele Pio Ledda con la regia di Mario Lubino, spettacolo dedicato alla ricorrenza che ricorda i Vespri sardi e l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794.

L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni della festa del popolo sardo e assume un valore simbolico particolare a 230 anni dall’ingresso di Giovanni Maria Angioy a Sassari, avvenuto il 28 febbraio 1796, quando l’Alternos fu accolto da una folla festante come liberatore e portatore di speranza contro il sistema feudale.

“Giovanni Maria Angioy – Storia di una rivoluzione mancata”, di Michele Pio Ledda con regia di Mario Lubino, è costruito in forma di recital storico: prima della partenza per l’esilio, Angioy ripercorre le tappe fondamentali della sua folgorante  e disperata avventura, i momenti decisivi della propria vita personale e politica, tra ideali, passioni, alleanze e tradimenti. Lo spettacolo sarà arricchito dalla partecipazione del Coro Logudoro di Usini, che accoglierà il pubblico sulle gradinate del Teatro Astra con il canto simbolo della rivolta, “Procurade e moderare”.  Con questo lavoro Michele Pio Ledda ricostruisce “l’uomo Angioy”: il cittadino, lo sposo, il figlio, l’amico e ne racconta gli umori, gli amori e le speranze di questa figura ormai mitica della nostra storia.

Nel racconto teatrale rivivono le figure centrali della sua esistenza e della stagione rivoluzionaria: Giovanni Maria Angioy – Alternos (Stefano Dionisi), Il Maestro Domenico Alberto Azuni (Aldo Milia) Don Rubatta – amico (Paolo Colorito), Bonifacio Cocco – popolano (Alberto Lubino) Don Obino – amico (Michelangelo Ghisu), Ambrogia Soddu – la madre (Teresa Soro), Viceré Filippo di Vivalta (Mario Lubino), Pier Francesco Angioy – il padre (Claudio Dionisi), Margherita Arras – la madre (Alessandra Spiga), Donna Annica Angioy – la moglie (Marina Serra)
Su Bandidore (Michele Pio Ledda). Musiche originali di Giovannino Porcheddu e brani originali cantati da Maria Antonietta Sale Luci e fonica Grandi Luci Tony Grandi– Allestimento scenico Tomaso Tanda, Uccio Sisto.

Lo spettacolo restituisce così il profilo umano e politico di Giovanni Maria Angioy, una delle figure più emblematiche della storia sarda, raccontando sogni, contraddizioni e speranze di una rivoluzione mancata, ancora oggi centrale nella memoria collettiva dell’isola. Ingresso libero.

Nel foyer del teatro Astra saranno esposte le foto del murales eseguito a Bono da Liliana Cano.