Il malcontento sulle condizioni di lavoro a Sassari.
A Sassari e in provincia il mondo del lavoro continua a muoversi secondo logiche che spesso privilegiano l’esperienza sul campo rispetto alla formazione certificata. In diversi settori, le aziende tendono a scegliere lavoratori che abbiano già dimestichezza con i mezzi e le attività pratiche, piuttosto che candidati dotati di qualifiche e attestazioni ma privi di esperienza diretta. È quanto emerge dal racconto di alcuni cittadini, tra cui un 30enne sassarese che ha segnalato come questa tendenza renda difficile l’inserimento di giovani o di persone che, pur formate, non hanno ancora avuto modo di lavorare stabilmente.
“In molti casi gli annunci di lavoro risultano complessi e poco trasparenti, arrivando perfino a richiedere informazioni che vanno oltre le competenze professionali, come le attitudini personali, la situazione economica o le conoscenze del candidato – afferma il giovane -. Formare una persona da zero in mestieri tecnici come la termoidraulica o l’ascensoristica dicono che richiederebbe troppo tempo e risorse, per questo si tende a privilegiare chi sa già fare”.
Non mancano poi le segnalazioni di condizioni di lavoro precarie nel settore privato, in particolare in ambiti come le telecomunicazioni, dove talvolta viene richiesto di operare in altezza, anche di diversi metri, senza le adeguate misure di sicurezza. Una situazione che alimenta sfiducia tra i lavoratori, molti dei quali finiscono per orientarsi verso il pubblico impiego, percepito come più stabile e tutelato.
Il malcontento cresce, mentre resta aperta la questione di come coniugare formazione e occupazione in un territorio che continua a cercare manodopera, ma spesso fatica a valorizzare le competenze acquisite.




