La polizia locale di Sassari e gli incontri contro il bullismo.
A Sassari il progetto della Polizia locale contro il cyberbullismo e bullismo si sta per concludere. L’ultima data è quella di giovedì 18 dicembre dalle 9, al teatro comunale. La campagna di prevenzione chiamata “Sempre in prima fila” ha visto protagonisti alunni e alunne degli istituti scolastici cittadini di ogni ordine e grado. Ospite atteso è il papà di Carolina Picchio, morta nel 2013 perché vittima di bullismo.
Gli incontri contro il bullismo a Sassari.
Dopo i saluti del sindaco, Giuseppe Mascia, il comandante Gianni Serra analizzerà i dati emersi dai questionari anonimi rivolti a circa un migliaio di studenti, ai loro docenti e quest’anno, per la prima volta, anche ai genitori. Oggetto delle domande, poste loro al termine di ogni incontro scolastico attraverso un QR code, sono i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo.
L’ex vittima di bullismo.
Si proseguirà poi con un momento dedicato alla testimonianza da parte di una ex vittima di bullismo: Alice Masala. Sarà poi il momento dedicato a Carolina attraverso il racconto del padre, Paolo Picchio. A chiudere i lavori ci penserà un cantante sassarese d’eccezione, Fabrizio Sanna, che presenterà un breve ma toccante repertorio legato ai temi oggetto della mattinata.
La formazione scolastica, che quest’anno ha visto anche la preziosa partecipazione di 4 tra ragazzi e ragazze del Servizio Civile Universale, mirava a far costituire agli studenti dei comitati scolastici per stilare codici di condotta da far rispettare. All’intern è stata creata la figura del difensore: colui che, di fronte al comportamento sbagliato del bullo nei confronti della vittima, interviene in modo incisivo per far riflettere l’autore rispetto alla sua errata condotta.
La ormai solida collaborazione tra la Polizia locale di Sassari e i docenti e i dirigenti ha fatto sì che anche quest’anno la campagna di educazione alla legalità contro il bullismo raggiungesse obiettivi formativi ed educativi che hanno coinvolto attivamente l’intera comunità scolastica, riuscendo anche a stabilire rapide linee di intervento pronte ad arginare comportamenti scorretti e ad evitare la sofferenza di molti ragazzi e ragazze vittime di fenomeni sempre più presenti nella società.
Al termine di ogni incontro scolastico gli agenti proiettavano sempre sullo schermo i propri contatti oltre a quelli della Centrale Operativa e del Nucleo di Sicurezza Urbana, elementi cardine nella comunicazione tra il Comando e gli utenti e nella lotta alla prevenzione e al contrasto delle gravi condotte oggetto della campagna.
”Noi risorse impegnate in questo entusiasmante e importante lavoro di squadra crediamo fermamente che il cambiamento sia possibile, ma per far sì che ciò avvenga non dobbiamo guardarci intorno o guardare alle nostre spalle ma guardare dentro di noi. Solo così una società migliore e felice potrà essere possibile. Insieme si può”, commentano le due coordinatrici del progetto Serena Fattacciu e Federica Carta.
La presentazione.
La giornata di riflessione proseguirà in serata alle 17.30 nella sala Angioy del Palazzo della Provincia, con la presentazione del libro “Le parole fanno più male delle botte”, scritto dal presidente della Fondazione Carolina, Paolo Picchio. Per la prima volta l’autore racconta in un libro la storia di sua figlia Carolina, prima ragazza riconosciuta vittima di cyberbullismo in Italia, nel 2013. Diventata ormai un’icona della lotta contro questo tipo di violenza, Carolina è morta suicida a 14 anni a seguito di un filmato diffuso in rete contro la sua volontà, lasciando un’accorata lettera-testamento. La sua denuncia prima del tragico epilogo consentì al Tribunale dei Minorenni di Torino di celebrare il primo processo sul cyberbullismo in Italia.
La fondazione Carolina.
Dal 2018 Fondazione Carolina si occupa di fare divulgazione sulla sicurezza in rete incontrando circa 80mila ragazzi ogni anno, e di aiutare non solo le vittime ma anche i carnefici, per reintegrarli nella società. Il libro ripercorre la vicenda di Carolina per i ragazzi delle medie e si completa di un apparato finale divulgativo per genitori ed educatori, che racchiude anche il prezioso frutto degli incontri coi ragazzi in questi anni.




