A Sassari le celebrazioni per Sa Die con Primavere Sarde.
L’avvicinarsi di Sa Die de sa Sardigna segna anche quest’anno l’avvio di un ampio calendario di iniziative culturali che coinvolge Sassari e diverse realtà associative e scolastiche del territorio. Il programma, intitolato “Primavere Sarde – Sa Die de sa Sardigna“, è promosso da S’Arza associazione culturale e Sa Domo de Totus con il sostegno di una rete sempre più estesa di scuole e associazioni, e si svilupperà dal 24 al 28 aprile.
L’edizione 2026 è dedicata al 230° anniversario dell’ingresso in città di Giovanni Maria Angioy, figura centrale della stagione rivoluzionaria sarda di fine Settecento. L’iniziativa propone un percorso articolato che unisce momenti formativi, rappresentazioni teatrali, appuntamenti pubblici e occasioni di confronto, con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione la storia rivoluzionaria dell’isola e il ruolo di Sassari in quel contesto.
La rassegna si inserisce nel solco delle attività già avviate nei mesi precedenti, quando erano state promosse celebrazioni legate allo stesso contesto storico. Ora l’attenzione si concentra nuovamente sulle vicende del triennio rivoluzionario e sulla cosiddetta cacciata dei piemontesi, tema che viene affrontato attraverso linguaggi diversi e con il coinvolgimento diretto delle scuole cittadine.
Uno degli elementi centrali del programma è la produzione teatrale della compagnia Teatro S’Arza, che da oltre un decennio porta in scena le vicende legate ad Angioy e alla rivoluzione sarda. L’edizione di quest’anno propone uno spettacolo dedicato alle memorie della rivoluzione e all’ingresso del leader rivoluzionario in città, con una doppia rappresentazione prevista per il 24 e il 28 aprile.
La prima giornata sarà dedicata in particolare agli studenti degli istituti superiori coinvolti nel progetto, con una partecipazione che coinvolge circa quattrocento ragazzi. L’incontro, previsto presso l’Auditorium Provinciale di via Monte Grappa, sarà arricchito da interventi di studiosi e ricercatori che contribuiranno a contestualizzare il periodo storico trattato, offrendo agli studenti ulteriori strumenti di comprensione rispetto a una pagina di storia spesso poco approfondita nei percorsi scolastici.
Il 28 aprile, giorno di Sa Die, lo spettacolo assumerà una forma itinerante e attraverserà il centro cittadino a partire da piazza d’Italia, trasformando le strade in un palcoscenico diffuso dedicato alla narrazione degli eventi rivoluzionari. La rappresentazione sarà accompagnata da cori e gruppi folkloristici che contribuiranno a costruire un percorso scenico condiviso tra attori e pubblico.
La giornata conclusiva sarà caratterizzata anche da un momento istituzionale con la deposizione di una corona di fiori al monumento ai patrioti sardi, seguito dagli interventi delle associazioni promotrici alla presenza delle autorità cittadine. Successivamente, il programma proseguirà con le visite guidate al Palazzo della Provincia, curate dal Fai, che permetteranno di approfondire il legame tra la storia rivoluzionaria e la città attraverso la lettura dei luoghi simbolici.
Nel pomeriggio, nella Sala Angioy, si svolgerà un convegno dedicato al tema “Sassari città rivoluzionaria“, che vedrà la partecipazione di storici e studiosi impegnati nell’analisi del ruolo del capoluogo turritano nel contesto del movimento rivoluzionario sardo. L’iniziativa intende offrire una rilettura critica e aggiornata degli eventi, inserendoli in una più ampia riflessione sulle trasformazioni sociali e politiche dell’epoca.
La giornata si concluderà con ulteriori momenti culturali e musicali, tra cui una nuova rappresentazione teatrale itinerante e un concerto che avrà luogo nella sede di Sa Domo de Totus, spazio ormai consolidato nel panorama culturale cittadino e tra i promotori del progetto insieme a S’Arza.
Il cartellone registra inoltre una crescente partecipazione di scuole e associazioni, con l’ingresso di nuove realtà e la conferma di collaborazioni storiche. Tra queste figurano anche istituti scolastici e organizzazioni impegnate nella promozione culturale e nella valorizzazione della memoria storica.
Nel complesso, il progetto si conferma come un percorso di riscoperta condivisa, in cui la scuola assume un ruolo centrale non solo come luogo di formazione, ma anche come soggetto attivo nella costruzione di una memoria collettiva. Gli studenti, infatti, partecipano non come semplici spettatori, ma come parte integrante di un processo di rielaborazione storica che si sviluppa attraverso attività didattiche, teatrali e di approfondimento.
