Focus a Sassari tra professionisti sulle tossi-infezioni.
Si è svolto oggi a Sassari un tavolo tecnico tra professionisti del Nord Sardegna per fare un focus sulle tossi-infezioni alimentari di origine animale. In particolare è stata affrontata la tematica della recente epidemia provocata dal virus dell’epatite A che sta interessando Campania, Lazio e Calabria, che vedrebbe come probabile causa il consumo di frutti di mare crudi.
“La principale via di trasmissione del virus è quella oro-fecale” spiega Franco Sgarangella, direttore del dipartimento di Prevenzione veterinaria del Nord dell’Isola, che ha convocato la riunione che ha interessato i colleghi delle Asl di Sassari e Olbia, l’Izs e l’Università.
Le cause.
Tra i veicoli comuni per la diffusione del virus dell’epatite A a cui prestare attenzione: Acqua contaminata
. Cibi crudi o poco cotti specialmente molluschi bivalvi e frutta e verdura contaminate da acque di lavaggio o irrigazione e manipolazione da parte di operatori infetti che non adottano misure di prevenzione e di buona igiene personale (lavaggio accurato delle mani dopo uso dei servizi igienici) . Contatto diretto con una persona infetta (scarsa igiene delle mani).
Le dichiarazioni.
“In Sardegna – rassicura Sgarangella – al momento non abbiamo segnalazioni di casi nell’uomo riconducibili all’emergenza campana. Nei nostri allevamenti di molluschi bivalvi i controlli sono continui sia da parte degli operatori, in quanto i Regolamenti Europei e le norme nazionali attribuiscono a questi la responsabilità delle verifiche in auto-controllo, sia da parte dei Servizi Veterinari che effettuano i controlli ufficiali sulla base di Piani Regionali. In particolare i controlli a mare vengono effettuati settimanalmente sulle acque di allevamento in base alla classificazione delle stesse, e comunque nella maggior parte in Sardegna i molluschi sono inviati agli impianti di depurazione prima della immissione in commercio. Ulteriori controlli vengono effettuati oltre che negli impianti di depurazione anche al dettaglio. La principale raccomandazione al fine di mitigare il rischio è quella del consumo dei mitili previa cottura. Pertanto in Sardegna si possono consumare con tranquillità i molluschi qui allevati”.
A Sassari è inoltre parlato delle misure per la prevenzione delle tossi-infezioni da salmonella in particolare trasmessa dalle uova. “Il recente caso segnalato nel sud Sardegna evidenzia l’efficacia dei controlli veterinari in quanto il caso è stato rilevato tramite un campione ufficiale in allevamento e grazie al sistema rapido di allerta si è provveduto tempestivamente al blocco e ritiro dei lotti coinvolti”, spiega Sgarangella.
La prevenzione delle infezioni alimentari a Sassari.
In questi casi le MISURE di PREVENZIONE consigliate sono: evitare acquisto di uova da allevamenti non controllati. Gestire correttamente la conservazione casalinga (mettendole nel piano basso del frigo e mantenendo la catena del freddo ed evitando gli sbalzi d temperatura). Lavare accuratamente le mani dopo aver manipolato le uova.
L’incontro.
All’incontro, svoltosi questa mattina a Rizzeddu, hanno partecipato i dirigenti veterinari dell’istituto zooprofilatico della Sardegna e del Dipartimento Universitario di Veterinaria di Sassari, inoltre erano presenti i dirigenti medici dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl di Sassari e Gallura. All’incontro era presente anche il direttore del Dipartimento universitario di Medicina veterinaria, Enrico Pietro Luigi De Santis.
“Era necessario focalizzare l’ attenzione sulla sicurezza alimentare legata all’epatite A, in seguito agli episodi registrati in Campania, Lazio, ma anche Calabria. Era necessario fare un focus su modalità di trasmissione, prevenzione e comportamenti a rischio e su quello che può esser messo in atto da Aziende sanitarie e dal laboratori ufficiale che è l’Istituto zooprofilatico della Sardegna ”, ha detto Bastiano Virgilio, direttore della struttura di controllo microbiologico e ispezione degli alimenti dell’Izs Sardegna
