Il Sinappe loda l’intervento degli agenti per fermare i minori evasi dal CPA di Sassari.
Dal sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria arriva una valutazione positiva sull’operazione che ha consentito di rintracciare e fermare, nel pomeriggio di venerdì 30 gennaio, i due minori evasi dal Centro di prima accoglienza di Sassari. Il Sinappe ha espresso apprezzamento per l’articolazione dell’intervento e per l’esito raggiunto in tempi rapidi, sottolineando il ruolo svolto dal personale impegnato nelle ricerche.
La ricostruzione dei fatti riferisce che, nelle ore precedenti alla fuga, i due giovani avevano ostacolato l’ingresso degli operatori, bloccando dall’interno la porta principale con una sedia. In un secondo momento erano riusciti a divellere le sbarre della camera, allontanandosi dalla struttura nonostante il tempestivo intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso il Cpa.
L’immediata reazione del personale ha permesso di avviare senza ritardi le operazioni di ricerca, che si sono concluse nell’area della stazione ferroviaria, dove i due minori sono stati individuati. Anche in quella fase non è mancato un ulteriore tentativo di eludere il controllo, ma l’azione coordinata delle forze intervenute ha consentito di fermarli e di ricondurli in condizioni di sicurezza.
I due giovani sono stati arrestati dalla Polizia Penitenziaria di Sassari, che ha proceduto alla redazione di un verbale congiunto insieme ai carabinieri. Successivamente è stato disposto il loro trasferimento al Centro di prima accoglienza di Cagliari, come previsto dalle procedure.
Il coordinamento dell’operazione è stato affidato al commissario capo, affiancato dal vice ispettore, la cui direzione ha garantito un intervento rapido ed efficace. Determinante, secondo quanto evidenziato, si è rivelata anche la collaborazione con i Carabinieri di Sassari, che ha contribuito al buon esito delle attività.
Nel commento del sindacato viene inoltre richiamata l’attenzione sulle criticità strutturali presenti nel CPA di Sassari, ritenute un elemento da considerare nella dinamica dell’evasione. La responsabilità dell’accaduto, viene precisato, non sarebbe quindi attribuibile alla Polizia Penitenziaria, che avrebbe invece agito con professionalità, prontezza e determinazione sin dai primi momenti successivi alla fuga.
Il Sinappe conclude rivolgendo un plauso a tutto il personale coinvolto, che avrebbe affrontato una situazione complessa con senso del dovere, competenza e spirito di servizio, garantendo la sicurezza e confermando, ancora una volta, il livello di preparazione e affidabilità della Polizia Penitenziaria.




