A Sassari la protesta degli autisti dei bus turistici senza lavoro per il coronavirus

Gli autisti turistici a Sassari.

Gli autisti “Gruppo Turismo Sardegna” (che comprende autisti autobus, Minibus e Vetture NCC turistici ) si sentono dimenticati. Non ci stanno ad essere considerati solo dei macinatori di chilometri. Con una lettera indirizzata al presidente Christian Solinas pongono l’accento sul numero dei precari e con contratti a termine. “I bus turistici in Sardegna non ripartiranno nei tempi e nei modi previsti come per l’intero territorio italiano. Molti di noi perderanno il lavoro in modo definitivo, considerando che l’età media di un autista professionista sardo si aggira intorno ai cinquant’anni”, si legge nella lettera.

Durante il loro primo incontro svoltosi a Sassari hanno cercato di avanzare proposte per potersi rimettere in gioco nel ristretto mondo del lavoro post covid-19. Il loro è un giovane gruppo, nato il 18 aprile 2020. Tra i vari propositi quello di dare supporto al trasporto pubblico coinvolgendo le aziende private.

“Pensiamo in questo modo di poter evitare il sovraffollamento nei soli bus del trasporto pubblico, offrendo, nello stesso tempo, la sicurezza del servizio”, si fa avanti Giampiero d’Onofrio, uno dei più attivi. “A mio parere sarebbe opportuno organizzare una manifestazione pacifica – continua  Paolo Nieddu, dipendente della ditta Sardabus – semplicemente indossando un giubbino fluorescente su cui deve campeggiare una scritta “autisti dimenticati, senza soldi e abbandonati”.

È la volta di Pietro Balestrucci: “A 65 anni non posso diventare un burattino dello Stato, io sto dietro ad un volante e ci metto la faccia. Il turismo non è fatto solo di alberghi e spiagge, noi svolgiamo un ruolo essenziale con i nostri pulman”. “Non siamo stati classificati nè come stagionali, nè come operatori del turismo – spiega il collega Giovannino Pintus -. Chiediamo solo di poter lavorare, pur con le dovute precauzioni”.

Prende la parola Glauco di Martino: “Per le aziende di bus turistici occorrono soldi a fondo perduto. Lavoriamo 7 mesi l’anno, non abbiamo preso i 600 euro e nemmeno il reddito di emergenza”. Tra i tanti fa sentire la sua voce Angelo Baraghini di Porto Torres: “Abbiamo stimato perdite per circa 70, 80%. Io possiedo 3 autobus con 60 posti, poi c’è la linea spiagge, capienza 113 posti. Chiaro che con le nuove disposizioni si ridurrebbero”. Sono in tanti a parlare e ad avanzare idee durante la riunione, in vista della manifestazione in programma per il 3 giugno, nei capoluoghi di Regione.

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