La protesta nel quartiere di Latte Dolce a Sassari.
Il quartiere di Latte Dolce ha da sempre due caratteristiche che non trovano riscontri in altri quartieri di Sassari.
Una zona che fa gola ai candidati durante le elezioni.
La prima caratteristica riguarda il suo grande bacino elettorale insieme all’altro quartiere confinante quello di Santa Maria di Pisa, ospitano oltre ventimila abitanti, particolare che fa gola ai vari candidati alla carica di sindaco o di consigliere comunale in prossimità delle elezioni amministrative. La seconda caratteristica è quella che una volta passate le varie tornate elettorali, il quartiere viene puntualmente abbandonato a se stesso con annessi problemi e disagi ormai diventati cronici. Da qualche anno si è formato il Nuovo Comitato di Quartiere Latte Dolce – Santa Maria di Pisa, che ha come obiettivi primari quelli di cercare di farsi ascoltare dal Sindaco e dai componenti della giunta comunale per tentare di far risolvere almeno le problematiche più urgenti. Impegno davvero arduo che però in qualche caso ha portato al Comitato qualche buona soddisfazione.
“I problemi a Latte Dolce – dice il presidente del Nuovo Comitato, Danilo Farina – sono davvero tanti, ad esempio le vie Vespucci, da Verrazzano, Gessi, Bottego, Cechi, King, Vivaldi e tante altre hanno bisogno urgentemente di un nuovo manto stradale, intervento che è già nei programmi dell’amministrazione ma che ancora non è stato effettuato. Speriamo che in tempi brevi le vie interessate siamo sistemate”.
I disagi sono innumerevoli.
Di disagi nel rione di Latte Dolce c’è ne sono ancora tanti ma purtroppo le risposte tardano ad arrivare. Strade dove l’illuminazione è spesso insufficiente e servizi al cittadino che nel corso degli ultimi anni sono stati eliminati. Da oltre sei anni infatti, il Punto Città di Latte Dolce non è più operativo. L’importante servizio rivolto ai residenti del popoloso quartiere è stato chiuso dopo alcuni anni di attività in via dell’Anziano. Dopo una breve riapertura nei primi mesi del 2019, la struttura che ricordiamo era utilizzata dagli abitanti è stata definitivamente chiusa negando servizi di grande importanza per la vita quotidiana dei residenti.
Disagio che comporta per i cittadini l’obbligo di recarsi presso altri sportelli al centro città per ottenere dal rilascio della carta d’identità, al semplice certificato anagrafico al disbrigo delle pratiche amministrative. Il quartiere tanto “corteggiato” nel periodo elettorale e poi dimenticato attende fiducioso che i disagi e le criticità (almeno quelle più urgenti), trovino al più presto soluzione definitiva. Una attesa che dura ormai da tanti, troppi anni.




