Sassari, verso il Giorno della Memoria: il Canopoleno non dimentica

Giorno della Memoria: il Canopoleno di Sassari ricorda le vittime della Shoah.

 Si è svolto questa mattina, nell’Aula Magna del Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari, l’evento commemorativo “Aspettando il Giorno della memoria”. L’iniziativa, che ha coinvolto anche quest’anno gli studenti della scuola secondaria di primo grado e del Liceo, ha trasformato l’istituto di Via Luna e Sole in un presidio di memoria attiva per onorare le vittime dell’Olocausto.

Al centro della mattinata, l’approfondimento sulla tragica vicenda dei sardi deportati nei lager nazisti, con un focus particolare sulla figura del sassarese Gavino Gavini. Maresciallo maggiore di artiglieria, Gavini perse la vita nel campo di concentramento di Mauthausen, diventando un simbolo del coraggio e del sacrificio della Sardegna contro l’oppressione nazifascista.

Gli allievi hanno partecipato attivamente presentando i propri elaborati, frutto di un percorso curriculare di Educazione civica volto a formare cittadini responsabili e consapevoli. La manifestazione, arricchita dagli interventi di autorità e ospiti, ha riaffermato il valore della democrazia e del rispetto della dignità umana.

Soddisfazione è stata espressa dal rettore Stefano Manca, che ha sottolineato l’importanza pedagogica del momento:“Commemorare oggi non è un semplice esercizio di retorica, ma un dovere morale che la nostra comunità scolastica assolve con profonda convinzione. Raccontare il sacrificio di concittadini come Gavini significa radicare nei nostri studenti i principi della libertà e della responsabilità civile. Attraverso lo studio della Shoah, formiamo giovani ispirati alla pace e al rispetto delle leggi, pronti a difendere i valori democratici che sono alla base della nostra società”.

L’evento che ha ospitato nel corso della mattinata gli interventi e i contributi del sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, del vicecomandante della Brigata Luigi Viel, del nipote Luigi Gavini e della docente Rita Spina, ha rappresentato il proseguimento di un itinerario didattico che il Canopoleno porta avanti con costanza per mantenere vivo il legame tra storia locale e grandi drammi universali. 

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