Alghero rilancia il Mercato del Primo Pescato mai completato

Mercato Primo Pescato Alghero

Il Mercato del Primo Pescato ad Alghero.

Ad Alghero il progetto del Mercato del Primo Pescato torna al centro del dibattito cittadino. Dopo le dichiarazioni dell’attivista politico Gianfranco Langella si riaccende l’attenzione su un’iniziativa nata anni fa e mai portata a compimento, da recuperare e rilanciare.

Secondo l’attivista politico Gianfranco Langella, il Mercato del Primo Pescato nasce nel 2007 con una visione chiara. La struttura punta a valorizzare la piccola pesca e a creare un punto diretto tra mare, città e turismo. L’obiettivo resta semplice: vendere pesce fresco e consumarlo sul posto. Langella ricorda l’impianto iniziale del progetto: “Il Mercato del Primo Pescato non è un’idea sbagliata o un tentativo fallito. È un progetto vero, concreto, che esiste ancora negli uffici comunali e che va semplicemente ripreso e portato avanti”. Il modello prevede spazi per la vendita e aree dedicate alla ristorazione immediata. Il progetto include anche tavoli all’esterno e una terrazza sopra la struttura. L’idea punta a rafforzare la filiera corta e a legare il mercato all’identità locale.

Il progetto iniziale affida la gestione agli operatori del mercato. Langella sottolinea la difficoltà di coordinamento, ma anche la necessità di regole precise. Senza regole, il sistema perde equilibrio. Nel tempo, però, il progetto non decolla come previsto. Alcune parti restano incompiute. La struttura subisce un progressivo deterioramento. Langella evidenzia anche un altro punto centrale: “Non può funzionare così”. Secondo quanto riportato, il Comune avrebbe dovuto garantire controlli costanti e interventi tempestivi. La mancanza di vigilanza avrebbe favorito usi impropri degli spazi. Le celle frigo e le attrezzature, destinate alla sola vendita del pescato, avrebbero subito utilizzi non coerenti con la funzione originaria.

Gianfranco Langella richiama il ruolo dell’ente pubblico nella gestione della struttura. Senza controllo, il rischio aumenta. La gestione quotidiana richiede regole chiare e applicazione costante. “Una struttura pubblica non si può lasciare in mano a tutti senza regole. E non si può nemmeno pensare che il Comune paghi sempre senza avere in cambio ordine, rispetto e un servizio adeguato”, rimarca.

Il problema non riguarda solo la struttura fisica. Riguarda anche la capacità amministrativa di mantenere un sistema funzionante nel tempo. Il Mercato del Primo Pescato rappresenta, nelle parole di Langella, un elemento identitario della città. Il mercato unisce lavoro, economia locale e turismo. La struttura potrebbe diventare un punto di riferimento stabile per residenti e visitatori. Langella insiste sulla necessità di riprendere il progetto originale senza stravolgimenti. Non servono nuove idee, ma applicazione concreta di quelle già esistenti: “Qui non servono nuove idee. L’idea c’è già. Va solo applicata”.

La proposta finale punta a rimettere ordine nella gestione. Servono controlli giornalieri, regole chiare e responsabilità definite. Solo così la struttura può tornare a funzionare secondo la sua funzione originaria. Il rilancio passa dalla manutenzione degli spazi, dalla corretta gestione degli operatori e dal rispetto delle destinazioni d’uso. Langella conclude richiamando anche la documentazione tecnica del progetto: “A supporto di quanto esposto, allego copia dei progetti di ristrutturazione del Mercato del Primo Pescato elaborati dal Comune in quel periodo, nei quali erano previsti spazi dedicati alla griglieria“. Il futuro del Mercato del Primo Pescato resta aperto. La struttura esiste. Il progetto anche. Ora serve una decisione chiara sulla gestione e sulla direzione da prendere. Il dibattito continua, ma il punto resta uno: recuperare ciò che già esiste e trasformarlo in un servizio stabile per la città.

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