Veleni e fanghi interrati nella sede dell’acqua San Martino: la Procura di Sassari indaga.
A Codrongianos, nei terreni dello stabilimento dell’acqua minerale San Martino, i carabinieri del Noe hanno scoperto un deposito abusivo di veleni, fanghi di produzione e plastica bruciata sotterrati nel corso di trent’anni. I rilievi hanno evidenziato la presenza di arsenico e altri metalli pesanti a pochi metri di profondità, spingendo la Procura di Sassari ad aprire un’inchiesta per disastro ambientale e a iscrivere nel registro degli indagati gli ultimi gestori del sito.
Il ritrovamento.
Il ritrovamento si inserisce in un contesto già critico, segnato dalla recente dichiarazione di liquidazione giudiziale della società da parte del Tribunale cittadino. Questa svolta giudiziaria rende estremamente complesso il piano di rilancio dell’impianto promosso dagli enti locali, poiché i necessari interventi di bonifica condizionano pesantemente il futuro produttivo e occupazionale della struttura, la cui proprietà era stata ereditata dalla Città metropolitana. Il sindaco Giuseppe Mascia ha espresso forte preoccupazione per le implicazioni penali e ambientali che rischiano di compromettere la tutela del bene e il percorso di ripresa delle attività.




