Aggressione all’Ersu di Sassari, ancora grave il 23enne marocchino

Ersu via La Marmora via Rosello Sassari

Le indagini dopo l’aggressione all’Ersu di Sassari.

Le condizioni del 23enne studente universitario di origini marocchine rimangono critiche dopo l’aggressione e il gesto estremo avvenuti ieri all’Ersu di Sassari. Il giovane, arrivato in città lo scorso ottobre per motivi di studio, ha accoltellato il portiere della residenza studentesca di via La Marmora, ferendolo al collo, e subito dopo si è gettato dal tetto dell’edificio, cadendo da un’altezza di quattro piani. Attualmente è ricoverato all’ospedale civile Santissima Annunziata in condizioni considerate critiche, mentre il portiere, dopo essere stato medicato, è stato dimesso ieri pomeriggio.


La ricostruzione dei fatti.

I fatti si sono svolti nella mattinata di ieri, 27 marzo, quando lo studente, salito sul tetto della residenza universitaria situata nel centro storico, ha iniziato a urlare e a lanciare oggetti per strada, tra cui un telefono cellulare, un computer portatile e delle pantofole. Alcuni passanti, testimoni della scena, hanno immediatamente avvisato il personale della struttura. Il portiere, accorso per tentare di riportare la calma e convincere il giovane a rientrare nell’edificio, è stato colpito al collo da più fendenti, riportando ferite superficiali. Poco dopo, il ragazzo si è lanciato nel vuoto, precipitando nella via sottostante.

Proseguono le indagini della polizia di Stato.

Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti rapidamente gli operatori sanitari del 118, che hanno provveduto al trasporto sia del giovane che del portiere al Pronto soccorso. Le condizioni del giovane extracomunitario sono gravi e lotta tra la vita e la morte. Contestualmente sono giunti gli agenti della Sezione Volanti e della Squadra Mobile della Questura, insieme alla Polizia locale, per coordinare la gestione della scena e garantire la sicurezza nell’area circostante. Gli ispettori della Squadra Mobile hanno avviato le indagini, raccogliendo le testimonianze di diversi presenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e comprendere le motivazioni alla base dell’aggressione e del successivo gesto. In un primo momento si era parlato di una persona esterna e non di uno studente, parole poi smentite dai fatti.

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