Alghero non dimentica Alberto, ucciso a soli 19 anni

Alberto Melone omicidio

Alberto Melone è stato ucciso nel 2019 a soli diciannove anni.

Una fine drammatica quella di Alberto Melone, un ragazzino di soli 19 anni freddato con un colpo di pistola da un coetaneo. Il delitto è avvenuto il 5 aprile di sette anni fa e in città nessuno si è dimenticato quella tragica data, rimasta scolpita nei ricordi degli algheresi.

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La tragedia nata da un gioco.

Quella sera nel suo appartamento un amico giocava a fare il grande, così prese un’arma al padre e colpì accidentalmente il coetaneo, che morì sul colpo. Un gioco che costò la vita al ragazzo. Era la sera del 5 aprile del 2019, una serata che doveva essere come le altre, ma che per Alberto fu l’ultima. Per sempre. In quella stanza di Piazza del Teatro si consumò una tragedia che causò un grandissimo dolore in città, una cicatrice indelebile per l’intera comunità.

Oggi, a distanza di tutto questo tempo, il ricordo di Alberto non è sbiadito tra le carte giudiziarie o nelle cronache di quel tragico “gioco” finito nel sangue, ma continua a vivere nella memoria di chi lo ha amato per la sua solarità e la sua giovane promessa di futuro. Sette anni senza di lui significano immaginare tutto ciò che Alberto non ha potuto diventare: un uomo, un professionista, un testimone di nuovi sogni in quella città che oggi lo piange ancora con la stessa incredulità di allora.

La giustizia ha fatto il suo corso, scrivendo sentenze e definendo responsabilità, ma per la famiglia e gli amici resta solo la silenziosa consapevolezza di un’assenza che pesa come il primo giorno. Ricordare Alberto oggi non significa solo ripercorrere una cronaca dolorosa, ma onorare la memoria di un ragazzo di diciannove anni la cui unica colpa è stata trovarsi nel posto sbagliato con le persone sbagliate, vittima di un’incoscienza altrui che ha spezzato il filo della sua esistenza troppo presto.

La messa in ricordo di Alberto.

Le candele accese e i messaggi lasciati nel tempo raccontano di un affetto che il tempo non consuma, un monito costante sul valore della vita e sulla fragilità di un istante che può cambiare tutto per sempre. Alghero guarda ancora a quella piazza con un velo di malinconia, portando nel cuore il volto di un figlio della sua terra che resterà per sempre giovane, circondato da un abbraccio collettivo che non smette di chiedere pace per la sua anima.

I genitori, i parenti e gli amici lo ricordano con infinito amore e rimpianto, ringraziano inoltre quanti vorranno unirsi in preghiera nella Santa messa in suffragio che sarà celebrata domenica 5 aprile alle ore 19 nella parrocchia della Mercede.

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