Israeliani ad Alghero: si scende in piazza per la Palestina: “No ai sionisti”

Palestina Sassari

La manifestazione per la Palestina ad Alghero.

Alghero scende in piazza contro l’arrivo di israeliani in città. Il 6 giugno in Piazza Porta Terra, ore 18, il presidio di protesta pacifica contro chi sta compiendo un genocidio. ”Manifesteremo per chiedere che venga applicato il diritto internazionale, così come le convenzioni e le leggi che puniscono chi commette crimini di guerra e crimini contro l’umanità – dicono gli organizzatori – ”E in concomitanza con la manifestazione sportiva internazionale Ironman 70.3 che si svolge nella nostra città in cui sono rappresentati 91 paesi, ricorderemo lo sport negato in Palestina”. 

Perché si manifesta.

Il 1° giugno un nutrito gruppo di turiste israeliane sbarcate all’aeroporto di Alghero da un volo diretto proveniente da Tel Aviv ha riempito tre pullman per arrivare in città. ”A riceverlo ha trovato una bandiera della Palestina sostenuta da tre persone, dato che la totale segretazione dell’arrivo ha reso impossibile organizzare per tempo un’ “accoglienza” che sarebbe stata senz’altro ben più partecipata. Il volo non era riportato neppure dal tabellone degli arrivi nell’aeroporto”, fanno sapere gli organizzatori della protesta. 

I propal hanno inoltre denunciato che nel nostro paese e nella nostra Isola continuano ad arrivare israeliani ”come fossero turisti qualsiasi anziché gli attori di una precisa strategia elaborata dal governo criminale di Israele nel tentativo di imporre la normalizzazione della propria l’immagine nelle relazioni internazionali”.

Gli attivisti sostengono che questo sia un tentativo patetico ”dato che le “imprese” israeliane continuano a riempire di orrore il mondo intero”.

”Ma la maggior parte dei governi e delle autorità internazionali ha ritenuto e continua a ritenere che la vastissima e fermissima condanna manifestata dalla maggioranza delle opinioni pubbliche mondiali contro le politiche israeliane fondate sul genocidio, sulla guerra permanente e sul disprezzo di ogni legalità internazionale, non basti neppure a riconsiderare i rapporti di ogni natura con quello che ormai si presenta come il più esemplare degli “stati canaglia””, affermano.

Gli organizzatori della protesta ritengono che che ogni comunità civile, inclusa ovviamente quella locale, debba incrementare ogni legittima forma di pressione nei confronti delle proprie istituzioni affinché venga interrotto qualsiasi rapporto di qualunque genere con l’attuale governo israeliano, si tratti di turismo, sport, cultura o cooperazione. Ogni deroga a questa istanza non può che rappresentare un’espressione di complicità con le intollerabili politiche israeliane. In quest’ottica, i promotori continuano ad attuare una serie di iniziative pubbliche volte a ribadire la loro risoluta opposizione ad ogni tentativo di sostenere una normalizzazione delle relazioni sociali con uno stato che le rende oggettivamente impraticabili.

Per adesioni e interventi: [email protected]

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