A Sassari ieri una protesta per Abderrahim Fakir.
Una piazza unita a Sassari per Abderrahim Fakir, l’uomo morto a Bologna dopo essere stato contenuto da due poliziotti. Ieri sera piazza Azuni era colma di manifestanti che in poche ore si sono organizzati per esprimere il loro sdegno per la vicenda del 42enne marocchino deceduto dopo l’intervento di due agenti della Polizia di Stato, un episodio su cui la Procura emiliana ha aperto un’inchiesta per chiarirne l’esatta dinamica.
La protesta.
L’iniziativa, promossa dal collettivo Culleziu contra a la gherra, ha visto la partecipazione di numerose realtà della società civile, tra cui Anpi, Arci, Resiste Sassari, Comitato 25 aprile, Trans support, Collettiva Barrosa ed Emergency. Il motivo al centro della protesta riguarda le durissime critiche rivolte sia all’operato delle forze dell’ordine sia al personale sanitario della Croce Rossa intervenuto sul posto. A riaccendere la sdegno è anche un video girato con un cellulare, che ha ripreso parzialmente la scena e documentato i drammatici momenti in cui il quarantaduenne, dopo diversi lamenti, ha perso la vita.
Sassari è scesa in piazza Azuni per manifestare in memoria di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne di origine marocchina deceduto a Bologna nel corso di un intervento della Polizia di Stato. Sulle circostanze del decesso la Procura emiliana ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Tuttavia, beneficiando dello “scudo legale” introdotto dalla recente riforma dell’articolo 335 del codice di procedura penale nell’ambito del Decreto Sicurezza, i due agenti coinvolti non figurano al momento nel registro degli indagati. Si tratta del primo caso di questo tipo a soli tre mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, un elemento che ha riacceso le polemiche anche nelle piazze bolognesi, dove i manifestanti denunciano il rischio che tali tutele legittimino abusi di potere e indeboliscano i diritti dei cittadini.
L’iniziativa.
L’iniziativa sassarese, promossa dal collettivo Culleziu contra a la gherra, ha visto l’adesione di numerose sigle e associazioni, tra cui Anpi, Arci, Resiste Sassari, Comitato 25 aprile, Trans support, Collettiva Barrosa ed Emergency. Durante i vari interventi sono state rivolte durissime critiche sia nei confronti delle forze dell’ordine sia verso il personale sanitario presente sul luogo dell’accaduto. La mobilitazione ha inoltre tracciato un parallelo storico con la vicenda di Carlo Giuliani, a venticinque anni dalla sua uccisione durante il G8 di Genova, allargando infine la riflessione a una condanna politica più ampia contro ciò che la piazza ha definito una crescente deriva fascista nel Paese.




