In bici contro il cancro, il tour solidale fa tappa a Sassari

In bici contro il cancro, il tour solidale fa tappa a Sassari

A Sassari l’iniziativa in bici contro il cancro.

Donne che hanno attraversato il percorso della malattia oncologica, lo hanno superato e hanno scelto di raccontare la propria rinascita attraverso la bicicletta: è questo il filo conduttore del “Pink Flamingos Bike“, il tour solidale organizzato dall’associazione Pink Flamingos che dal 14 al 20 giugno tornerà a percorrere la Sardegna con l’obiettivo di unire simbolicamente le oncologie dell’isola e raccogliere fondi per un progetto dedicato ai bambini.

La quinta edizione dell’iniziativa prevede una tappa anche all’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, davanti all’ospedale civile Santissima Annunziata in via Enrico de Nicola, in programma il 16 giugno attorno alle ore 11. Le partecipanti arriveranno dopo aver attraversato centinaia di chilometri tra centri abitati, campagne e aree montane, portando con sé un messaggio che richiama la possibilità di riprendere la propria vita dopo la malattia, tornando a progettare e guardare al futuro.

Pink Flamingos è nato da una storia personale, ma oggi appartiene a tante donne. Dopo la diagnosi di tumore al seno e un anno trascorso tra interventi, chemioterapia, radioterapia e terapie, mi sono trovata ad affrontare anche un profondo senso di smarrimento – ha dichiarato Maria Cristina Concas, presidente dell’associazione Pink Flamingos -. Terminati i trattamenti, ho deciso di risalire in bicicletta e fare un giro nello stagno di Molentargius, tra i fenicotteri rosa. Quella semplice uscita ha cambiato qualcosa dentro di me: quella notte, per la prima volta dopo mesi, ho dormito serenamente. Ho capito che il movimento, per me, era diventato una terapia capace di restituirmi energia, fiducia e voglia di vivere”.

L’edizione di quest’anno ha un obiettivo specifico: contribuire alla realizzazione di una palestra destinata ai bambini ricoverati all’ospedale Microcitemico di Cagliari, uno spazio pensato per favorire attività motorie, gioco e benessere durante i percorsi di cura.

“Queste donne rappresentano un esempio straordinario di resilienza – afferma il direttore della Struttura complessa di Oncologia medica dell’Aou di Sassari, Alessio Cogoni -. Ogni chilometro percorso racconta una storia di coraggio e di speranza. Per chi lavora ogni giorno accanto alle pazienti e ai pazienti oncologici è emozionante vedere come un percorso di cura possa trasformarsi in energia positiva da mettere al servizio degli altri”.

L’associazione Pink Flamingos nasce dall’esperienza diretta di donne che hanno vissuto la malattia oncologica e che hanno deciso di trasformare quel percorso in un impegno di testimonianza e solidarietà. In questo contesto, la bicicletta assume il significato di simbolo di rinascita, oltre che di strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere chi sta ancora affrontando la malattia.

“Accogliere questa iniziativa nella nostra Azienda significa condividere valori che sono parte integrante della nostra missione – sottolinea la direttrice sanitaria dell’Aou di Sassari, Lucia Anna Mameli -. La salute non coincide soltanto con la cura della malattia, ma comprende anche il benessere fisico, psicologico e relazionale della persona. Il progetto delle Pink Flamingos unisce solidarietà, promozione di corretti stili di vita e attenzione ai più fragili”.

Nel corso degli anni il tour è diventato uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama delle iniziative di sensibilizzazione oncologica in Sardegna, costruendo una rete tra professionisti sanitari, pazienti, associazioni e cittadini. Un percorso che, tappa dopo tappa, mette al centro non solo la cura, ma anche la dimensione della vita quotidiana.

“Quando entriamo nelle oncologie e incontriamo persone sedute sulle stesse poltrone sulle quali siamo state noi, vediamo nei loro occhi la ricerca di una testimonianza concreta. Non diciamo che sarà facile o che tutti avranno lo stesso percorso, ma possiamo dire che si può continuare a vivere, progettare, sorridere. Noi siamo la prova che dopo la malattia può esserci ancora futuro. Ed è questo il messaggio che vogliamo portare in ogni tappa del nostro viaggio: trasformare la nostra esperienza in speranza per gli altri”, conclude Maria Cristina Concas.

L’origine del progetto risale proprio alla volontà di condividere questa esperienza di rinascita con altre donne che stavano affrontando lo stesso cammino. Da un piccolo gruppo iniziale di amiche è nato così Pink Flamingos, cresciuto nel tempo fino a diventare un’iniziativa strutturata, con l’obiettivo di portare testimonianze di speranza nei reparti oncologici e a chi sta affrontando la malattia.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

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