Il parto del bimbo in ospedale a Sassari e la ferita alla nuca.
Doveva essere il giorno più importante per una giovane coppia residente nel Logudoro. La nascita del primo figlio, invece, si è trasformata in un episodio che ha lasciato conseguenze profonde, sia sul piano umano sia su quello legale.
I fatti risalgono al marzo del 2024. La donna viene accompagnata dal marito in una struttura ospedaliera di Sassari per partorire. Dopo le prime valutazioni, i medici decidono di procedere con un taglio cesareo. Durante l’intervento, però, accade un imprevisto: il bisturi utilizzato per eseguire l’incisione avrebbe ferito il bambino nella parte destra della nuca, quando si trovava ancora nel ventre materno. La madre, cosciente, si è rensa conto subito che qualcosa non stava andando come previsto. Notava una perdita di sangue importante e viveva quei minuti con forte angoscia, senza poter intervenire.
I punti di sutura e la cicatrice ancora visibile.
Subito dopo la nascita, i sanitari applicavano diversi punti di sutura per ricucire la ferita. L’intervento è riuscito, ma il segno è rimasto. Anche oggi, nonostante la crescita dei capelli, la cicatrice risulta ben visibile. Per la madre, invece, giorni difficili, segnati da paura, sofferenza psicologica e domande rimaste senza risposta.
La richiesta di risarcimento e la risposta dell’assicurazione.
Come scrive La Nuova Sardegna, dopo le dimissioni, i genitori decidono di rivolgersi a un legale. Ritengono grave quanto accaduto, sia per il danno riportato dal neonato sia per il trauma vissuto dalla donna durante il parto. Avviano quindi una procedura nei confronti della struttura sanitaria e della compagnia assicurativa. Tuttavia, trascorre oltre un anno senza che la pratica venga definita.
Quando arriva la risposta, la coppia resta spiazzata. Il liquidatore dell’assicurazione comunica infatti che, dall’esame della cartella clinica, emergerebbe che l’équipe medica avrebbe seguito correttamente il protocollo. Per questo motivo, secondo la compagnia, non ci sarebbero presupposti per alcun risarcimento.
Il nodo della valutazione senza visita.
I genitori contestano anche le modalità della valutazione. Secondo quanto riferito, la compagnia avrebbe formulato la decisione senza visitare il bambino. Una circostanza che, per la famiglia, finisce per ridurre l’accaduto a un rischio considerato “tollerabile” nell’ambito del cesareo.
Bimbo ferito durante il parto a Sassari, il caso in tribunale.
La coppia non accetta questa interpretazione. Per i genitori non può essere considerato normale che un neonato riporti una ferita alla testa nel momento in cui viene alla luce, né che una madre debba assistere impotente a una scena vissuta come traumatica.
Per questo motivo hanno conferito mandato a un avvocato con l’obiettivo di portare il caso davanti al giudice civile. L’intento è ottenere l’accertamento delle responsabilità e il riconoscimento del danno subito. Solo al termine del procedimento si chiarirà se esistano profili di responsabilità e se alla famiglia spetti un risarcimento.




