Porto Torres, il canile comunale di Andriolu rischia di chiudere

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A rischio chiusura il canile comunale di Porto Torres.

Il futuro dei cani ospitati nel canile comunale di Andriolu, a Porto Torres, desta forte preoccupazione. Secondo le informazioni raccolte dalla sezione locale di LNDC Animal Protection, la struttura potrebbe essere interessata da una chiusura legata alla mancanza di un’idonea area di sgambamento. Ciò comporta il conseguente trasferimento degli animali in altri canili. Un’eventualità sulla quale l’associazione ha chiesto chiarimenti ufficiali e che rischia di incidere profondamente sulla vita di cani in larga parte anziani, da tempo accuditi dalle stesse persone.

La richiesta al Comune.

Il 16 ottobre il presidente della sezione LNDC di Porto Torres, Sebastiano Candidda, ha indirizzato una richiesta al Servizio competente per il randagismo e al Comune per conoscere l’eventuale esistenza di un provvedimento, le sue motivazioni, le prescrizioni e i tempi di attuazione. Nella lettera vengono richiamate notizie, apprese in via informale, sul possibile trasferimento di circa 47 dei 72 cani ospitati verso una struttura a Lanusei e dei restanti presso il canile privato convenzionato Altanurra. Numeri, destinazioni e decisioni sui quali l’associazione chiede conferme documentate.

Il 20 ottobre anche i volontari e sostenitori del canile hanno scritto agli enti competenti, esprimendo il proprio dissenso rispetto all’ipotesi di trasferimento e chiedendo che siano considerate le esigenze individuali degli animali e le alternative concretamente percorribili.

Stress per i cani malati.

Al centro della preoccupazione ci sono la continuità delle cure e i rapporti di fiducia costruiti nel tempo. Per gli animali più anziani o particolarmente sensibili ai cambiamenti, un trasferimento potrebbe comportare stress e disorientamento, interrompendo percorsi di socializzazione e preparazione all’adozione portati avanti con pazienza dai volontari. Questi ultimi riferiscono che ai cani vengono garantite due uscite quotidiane e, quando possibile, passeggiate al guinzaglio all’esterno della struttura. Attività che chiedono di valorizzare nella valutazione complessiva del loro benessere, insieme alla necessità di realizzare gli interventi strutturali richiesti.

Tra le possibilità sulle quali è stata chiesta una verifica figura la realizzazione di un’area di sgambamento negli spazi esterni al ricovero, in prossimità dell’ex mattatoio. L’associazione domanda se questa soluzione, accompagnata da un cronoprogramma certo e da eventuali misure temporanee, possa consentire la permanenza dei cani durante gli adeguamenti, qualora compatibile con le prescrizioni sanitarie e con la loro sicurezza. Chiede inoltre informazioni sullo stato del progetto di ampliamento del canile comunale di Monte Rosè e sui tempi previsti. LNDC Animal Protection invita quindi i propri sostenitori e tutti gli amici degli animali a partecipare a un mailbombing per chiedere trasparenza, interventi tempestivi e soluzioni che evitino trasferimenti non strettamente necessari, tutelando la continuità delle cure e delle relazioni.

“Chiediamo che il benessere di questi cani sia il criterio che guida ogni decisione. Adeguare la struttura è necessario, così come valutare le conseguenze di un eventuale trasferimento su animali anziani e fragili, che nelle operatrici e nei volontari hanno trovato riferimenti affettivi e quotidiani. Comune e Servizio veterinario chiariscano la situazione e verifichino tutte le alternative praticabili, con interventi e tempi certi. Occorre un confronto che coinvolga anche chi conosce e accudisce questi animali ogni giorno”, dichiara LNDC Animal Protection.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

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