La vittima, Carlo Sanna, è stato trovato privo di vita nella diga del Cuga.
Una tragedia ha colpito due territori nei giorni scorsi: Carlo Sanna, è stato trovato senza vita durante il suo turno di lavoro nella diga del Cuga, a Uri. Il 47enne, padre di famiglia, stata svolgendo il suo lavoro di guardia giurata, quando, domenica 20 settembre, sarebbe morto per cause naturali. A scoprirlo un suo collega, intorno alle 7, nel cambio turno. Stando a quanto riporta La Nuova Sardegna, l’uomo, non ricevendo risposte al citofono né al cellulare, ha utilizzato le chiavi di riserva per entrare nello stabile, trovando il 47enne disteso a terra.
Cosa è successo.
I soccorsi subito allertati non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. La ricognizione del medico legale ha accertato che la morte è avvenuta per cause naturali, riconducibili a un attacco cardiaco fulminante. Sulla base di questi rilievi, il sostituto procuratore di Sassari, Giovanni Porcheddu, non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia né aprire un’inchiesta, restituendo la salma alla famiglia per le esequie.
Il dolore a Olmedo.
La morte di Sanna ha lasciato un grande trauma a Olmedo. Sposato e padre di due figli adolescenti, il 47enne era conosciuto e voluto bene da tutti. Sono tanti infatti i messaggi che in queste ore sono stati pubblicati nelle bacheche dei social da parte dei compaesani di Carlo. “Eri una persona perbene un lavoratore esemplare.“, lo ricorda così un collega. L’episodio ha anche sollevato rabbia e amarezza nell’ambiente di lavoro riguardo ai pericoli e ai rischi legati ai turni in solitaria svolti in luoghi isolati durante le ore notturne.




