La Città Metropolitana è realtà. Campus: “Si è rimediato ad un errore”. Demelas: “Ora inizia la vera sfida”

I sindaci commentano l’istituzione della Città Metropolitana di Sassari.

Opportunità o meno, saranno i fatti a dire se l’istituzione della Città Metropolitana di Sassari potrà essere il volano per un territorio in forte crisi. I commenti dei sindaci sono marcatamente ottimisti, ma non manca qualche distinguo.

“La Città Metropolitana di Sassari è finalmente realtà e permetterà quello slancio di sviluppo per tutto il nord Sardegna che finora non si è potuto avere, a vantaggio della economia di tutta la regione – ha commentato il sindaco di Sassari e presidente della Città Metropolitana, Nanni Campus -. E’ stato posto rimedio a un errore commesso in passato. Si tratta di uno strumento amministrativo fondamentale per la programmazione territoriale”.

Soddisfatto anche il presidente del Consiglio comunale di Sassari, Maurilio Murru. “La Città metropolitana significa tanto – ha esordito l’esponente del Movimento 5 Stelle -. Significa poter elaborare piani strategici, promuovere e gestire servizi e infrastrutture, curare relazioni istituzionali, strutturare sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, promuovere e coordinare lo sviluppo economico e sociale. Significa gestire direttamente la distribuzione delle risorse finanziarie nel territorio. Un risultato importante per la nostra città e per tutti i comuni che faranno parte della Città Metropolitana di Sassari, che vedranno crescere parallelamente opportunità di rilancio e occasioni di sviluppo. Con la città metropolitana di Sassari l’intera regione Sardegna trae un grosso beneficio. Oggi diventa tanto più importante e decisivo avere amministratori all’altezza del compito, persone capaci di progettare il nostro futuro con la dovuta lungimiranza“.

La Città metropolitana di Sassari è ufficialmente realtà: approvata la riforma

E da Sorso, città di Peru, a prendere la parola è stato il sindaco Fabrizio Demelas. “L’istituzione della Città Metropolitana di Sassari è il coronamento di un lungo percorso politico che non è stato privo di difficoltà, superate grazie al ruolo che ha avuto la tenace volontà dell’onorevole Antonello Peru, che sin dal primi passi ci ha creduto fortemente e ha lavorato per perseguire l’obiettivo, ai connotati trasversali del provvedimento di riforma, alla consapevolezza di ciò che essa può rappresentare per i territori che ne faranno parte, soprattutto, io ritengo, con riferimento al potenziamento del sistema delle infrastrutture. Ora si aprono scenari davvero allettanti. Il lavoro è appena agli inizi: la sfida diventa declinare in azioni concrete le opportunità che al nuovo assetto istituzionale si accompagnano”, ha commentato il primo cittadino.

“Per noi è uno strumento estremamente positivo che va riempito di contenuti – è la premessa del sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas -. Porto Torres è una città-territorio, dunque va ben oltre le questioni campanilistiche. Non è una questione di battaglie circoscritte, perciò vogliamo far pesare e far valere il ruolo determinante di Porto Torres per la Città Metropolitana, perché non dimentichiamo che deve avere un porto nazionale, un’area industriale di rilevanza nazionale. Dunque noi siamo fondamentali per la nascita della Città Metropolitana. Lo faremo per non perdere certamente potere gestionale, ma anzi per far capire che Porto Torres è stata trascurata nei decenni“.

Città metropolitana di Sassari, i vantaggi e cosa cambierà per il territorio

Un coro unanime e ottimista quello dei comuni all’interno della Città Metropolitana di Sassari. Perplessi, invece, gli amministratori delle municipalità esterne. L’ultimo in ordine di tempo a prendere la parola è stato il primo cittadino di Pattada, Angelo Sini. La mia è una piccola riflessione sulla legge di riordino degli enti locali. Il precedente assessore convocò a Cagliari tutti i sindaci per illustrare la legge e dibattere su eventuali criticità e problematiche. Questa volta la legge viene calata dall’alto senza alcun coinvolgimento degli enti locali. In questo sta la differenza tra il vero federalismo ed il centralismo regionale professato da chi, a parole, si dichiara federalista“, ha commentato.

“Se ovviamente collimano un po’ di cose la vedrei più come un’opportunità. Poi Ardara non è lontana come altri paesi. E’ chiaro che più sei vicino a Sassari e più può andar bene la Città Metropolitana. E’ chiaro che chi sta più distante ha qualche difficoltà. Può essere un’opportunità per i nostri territori, poi è evidente che l’auspicio è che vi sia una norma dove si possano eleggere gli organi direttivi. Preferirei fossero eletti direttamente dal popolo“, è stato invece il commento del sindaco di Ardara, Francesco Dui.


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