Disagi nel carcere di Sassari, il sindacato annuncia la protesta

Carcere Bancali Sassari cellulari

Non si placano i disagi nel carcere di Sassari.

È stato proclamato lo stato di agitazione del personale di Polizia Penitenziaria in servizio al carcere di Bancali a Sassari. A comunicarlo è la segreteria nazionale del Con.Si.Pe., attraverso il segretario nazionale Roberto Melis, dopo una serie di segnalazioni raccolte tra gli operatori e relative a diverse criticità di carattere organizzativo, gestionale e operativo. La decisione è stata formalizzata con una nota indirizzata al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Sardegna. Nel documento il sindacato descrive una situazione di diffuso disagio lavorativo che, sulla base delle segnalazioni ricevute, avrebbe ripercussioni sulle condizioni professionali del personale e sul regolare svolgimento delle attività istituzionali.

Non sono arrivati riscontri ritenuti sufficienti.

Il Con.Si.Pe. ha quindi chiesto con urgenza la convocazione di una propria delegazione per un incontro con l’Amministrazione. L’obiettivo è mettere sul tavolo le problematiche segnalate dagli operatori e avviare un confronto finalizzato alla ricerca di possibili soluzioni. Tra gli aspetti evidenziati dall’organizzazione sindacale ci sono anche alcune questioni già sottoposte in precedenza all’attenzione dell’Amministrazione attraverso note e comunicazioni ufficiali. Secondo quanto riferito dal sindacato, su parte di queste problematiche non sarebbero ancora arrivati riscontri ritenuti sufficienti. Un ulteriore capitolo riguarda l’applicazione di alcuni accordi sindacali sottoscritti nel corso del tempo. Anche su questo fronte, spiega il Con.Si.Pe., continuano ad arrivare osservazioni e richieste di chiarimento da parte del personale interessato. La questione sarà pertanto inserita tra gli argomenti da affrontare nel confronto richiesto al Provveditorato.

La richiesta di un confronto concreto e tempestivo.

Per il sindacato, quelle indicate nella proclamazione dello stato di agitazione non rappresenterebbero l’intero quadro delle difficoltà presenti all’interno dell’istituto sassarese. Le problematiche segnalate dai lavoratori, secondo l’organizzazione, sarebbero più ampie e richiederebbero un esame complessivo da parte dell’Amministrazione penitenziaria regionale. “Non si tratta di una scelta assunta con leggerezza, ma di una decisione maturata dopo numerose segnalazioni e a fronte di un crescente disagio manifestato dal personale”, dichiara Roberto Melis. Il segretario nazionale sottolinea la necessità, da parte dell’organizzazione sindacale, di rappresentare le istanze dei lavoratori e di ottenere un confronto “serio, concreto e tempestivo” sulle criticità esistenti.

Un dialogo senza alimentare contrapposizioni.

Melis richiama inoltre le questioni già portate all’attenzione dell’Amministrazione e che, secondo quanto riferito dal sindacato, non avrebbero ancora trovato risposte considerate adeguate o definitive: “Analogamente, continuiamo a registrare segnalazioni riguardanti l’applicazione di accordi sindacali che, a nostro avviso, meritano un urgente chiarimento”. L’obiettivo del Con.Si.Pe. è quello di arrivare a una soluzione attraverso il dialogo, senza alimentare contrapposizioni, con particolare attenzione alle condizioni del personale, alla sicurezza e al funzionamento dell’istituto.

La protesta dei lavoratori nel carcere di Bancali a Sassari.

Nel frattempo, il sindacato ha fatto sapere di aver avviato le iniziative organizzative per un’ulteriore forma di protesta. In assenza di riscontri concreti sulle problematiche rappresentate, è previsto un sit-in nella terza decade di ottobre davanti al carcere di Sassari. La manifestazione, precisa l’organizzazione, si svolgerà nel rispetto delle norme vigenti e sarà finalizzata anche a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, degli organi di informazione e delle istituzioni sulle condizioni di lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria. Il segretario nazionale del Con.Si.Pe. auspica infine che il confronto con l’Amministrazione possa essere convocato in tempi rapidi e che si possa aprire un percorso concreto per affrontare le criticità segnalate e favorire il ritorno a un clima lavorativo più sereno all’interno della struttura sassarese.

L'autore

Nato a Sassari e cresciuto a Sorso, giornalista pubblicista, mi occupo soprattutto di cronaca, attualità e politica. Mi piace raccontare quello che succede in provincia di Sassari e in Sardegna, approfondendo le notizie anche reportage e inchieste. Tra le mie passioni ci sono il fenomeno dei terremoti e il mondo dell’emergenza. Nel tempo libero sono anche un soccorritore del 118, esperienza che mi ha insegnato molto sul valore dell’aiuto agli altri.

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