“La mia vita stravolta da coronavirus, ma ho riscoperto il piacere di parlare con la famiglia”

La giornata a Sassari ai tempi del coronavirus.

Emanuele Canu, 30enne di Sassari, così come tanti altri liberi professionisti, è provato dalle restrizioni del governo in materia di contenimento da coronavirus. Le sue giornate, fino a poche settimane fa, erano ricche di appuntamenti mondani per realizzare servizi fotografici tra un locale e l’altro.

“Da quando siamo stati invitati a rimanere in casa, le mie abitudini sono radicalmente cambiate. Anziché recarmi in ufficio, lavoro da casa cercando di reinventarmi. Provando ad affrontare il momento difficile con il sorriso”, racconta il videomaker e fotografo sassarese.

La sveglia al mattino suona, però, sempre presto. Poi va al pc per tenersi informato. “Ma in questo periodo ho riscoperto soprattutto gli affetti, il ruolo della famiglia. E sento molto la mancanza degli amici, degli incontri che mi tenevano occupato lavorativamente. Non è semplice stare a casa senza far niente visto che la mia attività mi portava a star via di casa molte ore. Ma sono uno che ama darsi da fare e per questo non rimarrò con le mani in mano”, prosegue.

Canu è riuscito a stare più vicino alla sua famiglia. “Il tempo lo trascorro anche a parlare con i miei genitori, penso sia molto importante aprirsi al dialogo. E per avere qualcosa da fare giochiamo a carte, tombola o altro – conclude -. Spero che questo periodo passi presto, poiché il trascorrere dei giorni senza far nulla è veramente snervante, perciò provo a farmi forza sorridendo e andando avanti”.

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