Scoperta una nuova necropoli a Sassari.
Una nuova necropoli è emersa nel territorio di Truncu Reale-Sant’Agostino a seguito di indagini archeologiche avviate nel marzo 2024 durante i lavori per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nell’area di pertinenza del Consorzio Area Sviluppo Industriale di Sassari. Il rinvenimento, ritenuto di particolare rilievo dagli specialisti, ha portato alla luce tre tombe monumentali caratterizzate da decorazioni scolpite.
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Secondo quanto reso noto, l’attenzione degli studiosi si è concentrata in particolare su due sepolture. La prima, identificata come B1 o Tomba dei Portelli Decorati, presenta nella cella principale cinque portelli ornati con motivi figurativi, alcuni dei quali considerati inediti nel panorama delle attestazioni finora conosciute. La seconda, denominata B2 o Tomba d’Oro, si distingue invece per la presenza di una campitura in ocra gialla particolarmente vivida all’interno dell’ambiente principale.
La notizia della scoperta è stata diffusa dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari e Nuoro in occasione della manifestazione “Giornata Nazionale del Paesaggio, Nuove energie in contesti vulnerabili”, ospitata il 14 marzo 2024 dal Dipartimento di Architettura di Alghero. Le operazioni di scavo delle due tombe, sostenute economicamente dall’azienda esecutrice dei lavori, sono state successivamente illustrate, mentre erano ancora in corso, durante il Convegno Internazionale “Ipogeismo e megalitismo in Europa e nel Mediterraneo tra il V ed il III millennio a. C. la Sardegna, crocevia di popoli e di culture”, svolto a Sassari dal 3 al 6 ottobre dello stesso anno, i cui atti risultano in fase di pubblicazione. Ulteriori aggiornamenti sono stati presentati anche nell’ambito di iniziative promosse dalla stessa Soprintendenza, tra cui la conferenza dedicata ai ritrovamenti del territorio sassarese del 13 dicembre 2024.
Nel frattempo il complesso archeologico è stato formalmente dichiarato di interesse culturale storico-artistico con Decreto Co.Re.Pa.Cu. n. 21 del 13 ottobre 2025. Le attività di ricerca sono state condotte dalla Soprintendenza sotto la direzione della soprintendente Monica Stochino, con la responsabilità scientifica della funzionaria archeologa Nadia Canu e il coordinamento operativo sul campo dell’archeologo Luca Doro, affiancato da Bastiano Falchi e Giuseppina Palmas. La direzione dei lavori è stata curata dall’archeologo Valerio Oppo, mentre l’esecuzione è stata affidata alla ditta Luciano Sini di Sassari. Le operazioni di restauro, avviate negli ultimi mesi sotto la supervisione della funzionaria restauratrice Sofia Bertolini, risultano attualmente in corso a cura di Giuseppina Ianiri.
Parallelamente al proseguimento degli studi, delle analisi e degli interventi conservativi, sono state avviate interlocuzioni con il Consorzio Area Sviluppo Industriale di Sassari, proprietario dell’area, e con il Comune di Sassari. L’obiettivo condiviso, secondo quanto riferito, è quello di programmare una prima apertura al pubblico del sito entro il 2026.




