Rifiuti a Sassari, stangata Tari in arrivo: il patto con Tossilo costa mezzo milione

Rifiuti a Sassari: Mascia firma ma batte i pugni in Regione.

La Giunta di Sassari dà il via libera formale al conferimento del 60% dei rifiuti indifferenziati verso il termovalorizzatore di Macomer, ma non senza riserve. La convenzione con il Consorzio Industriale di Tossilo, approvata su proposta del vicesindaco Pierluigi Salis, rappresenta un passaggio obbligato per non compromettere il collaudo dell’impianto, ma apre una voragine nei conti della Tari: un rincaro di mezzo milione di euro per il 2026 che l’amministrazione comunale intende portare con forza sul tavolo della Regione Sardegna.

Un rincaro da mezzo milione di euro.

Il via al conferimento all’impianto di Tossilo comporterà un aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti che per il 2026 si aggirerà intorno al mezzo milione di euro. ”La copertura sarà assicurata dalla revisione nel Piano economico finanziario della Tari, ma l’auspicio è che questo sacrificio venga compensato da Cagliari”, afferma Salis, che insieme al sindaco Giuseppe Mascia già un mese fa aveva rappresentato molto chiaramente la situazione all’assessorato regionale. A quella richiesta fatta a nome del territorio era seguita la lettera sottoscritta dai 28 Comuni del Sassarese che conferiscono alla discarica consortile di Scala Erre, nel territorio comunale di Sassari.

La mediazione con il Consorzio di Macomer.

Rimandare l’avvio dei conferimenti dei rifiuti a Tossilo sino alla stipula della convenzione contenente le clausole a tutela dei Comuni conferenti, modificare la pianificazione regionale in accordo con il Nord Sardegna e valutando l’impatto socio-economico sul territorio, chiarire la ripartizione dei flussi dei rifiuti dell’intero ambito regionale da avviare a Tossilo, che attualmente sembra determinare un grave e iniquo danno al territorio del Nord Sardegna”, erano state le richieste del territorio. L’apertura dimostrata dalla Regione e le modifiche allo schema di convenzione apportate dal Consorzio Industriale di Macomer hanno indotto Sassari a non defilarsi. Ma le istanze rivolte all’assessora regionale Rosanna Laconi e alla struttura dell’assessorato restano.

Verso la tariffa unica regionale.

Il Piano regionale di gestione dei rifiuti considera preferibile la creazione di un Ambito territoriale ottimale unico regionale, che consentirebbe una tariffa unica regionale, almeno per l’indifferenziata, e l’istituzione di un ente unico di governo a cui i Comuni parteciperanno obbligatoriamente, scegliendo la forma di gestione, le tariffe e il controllo”, è la premessa contenuta nella delibera approvata da Palazzo Ducale, in cui si rileva che in prospettiva il termovalorizzatore di Tossilo è il riferimento per il Centro Nord Sardegna, ossia i bacini di Sassari, Olbia-Tempio, Nuoro e Ogliastra e che, in attesa che il processo si completi, alcune delle problematiche che caratterizzeranno questa fase transitoria andranno ulteriormente approfondite. ”C’è necessità di una puntuale programmazione gestionale ed economica dei conferimenti dei rifiuti al termovalorizzatore di Tossilo, anche prevedendo una diversa distribuzione dei flussi da conferire, così da tenere conto del sovra costo a carico del Sassarese, ribadiscono Mascia e Salis.

Caos rifiuti a Sassari.

”L’avvio dell’indifferenziata a Tossilo fa lievitare i costi di smaltimento a carico dei contribuenti del Sassarese”, aveva detto il sindaco a suo tempo, spiegando che ”questo incremento è determinato dalle differenze tariffarie tra i diversi impianti di smaltimento del territorio regionale e quella applicata a Tossilo”. Sassari aveva parlato di rincari che ”incidono in maniera iniqua sui diversi territori e sui costi di gestione dei rifiuti, ricadenti inevitabilmente sulla Tari a carico dei cittadini”. Motivo per cui ”il conferimento a Tossilo di una parte dei rifiuti indifferenziati altera l’equilibrio economico del nuovo contratto di gestione del complesso di Scala Erre, basato su una diversa programmazione dei flussi dei rifiuti – era stato sottolineato – rendendo necessaria una rimodulazione del Piano economico finanziario della discarica e l’inevitabile aumento della tariffa di conferimento per coprire i costi fissi che l’impianto sostiene a prescindere”.

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