Sanità di Sassari sotto accusa: “Mia madre invalida dopo le cure”

Pronto soccorso Sassari

Un uomo punta il dito sulla sanità a Sassari per il caso di sua madre.

Un lettore di Sassari oggi, con una lettera, ha accusato la sanità a Sassari raccontando ciò che sarebbe successo a sua mamma, una donna di 80 anni, di Sennori, dopo due visite mediche al reparto di Ematologia e il pronto soccorso di Sassari. La donna sarebbe rimasta invalida e il lettore ha denunciato la vicenda con una lettera dove racconta tutta la storia.

”Tutto è cominciato nel mese di ottobre – ha raccontato A.C. con la sua email -. Mia madre dopo aver fatto le analisi del sangue è emerso un mieloma multiplo ancora asintomatico. Lei è sempre stata autonoma nei movimenti e lucida nelle conversazioni. È stata visitata presso il reparto di Ematologia di Sassari dove il medico che l’ha presa in carica dopo pochi accertamenti del caso ha deciso di iniziare una terapia antitumorale con anche cortisone e tutta una serie di farmaci”, racconta il signor Augusto nella sua lettera alla redazione di Sassari Oggi.

L’inizio della terapia e i primi sintomi del problema della madre. ”Il 17 novembre mia madre ha iniziato questa terapia e dopo 3/4 giorni ho visto che iniziava a perdere forze e iniziava a diminuire la lucidità. (Lei assume anche farmaci psichiatrici da anni). Ha comunque iniziato a decadere di giorno in giorno fino alla fine del primo ciclo durato 21 giorni buttandola completamente a terra – prosegue la lettera di A.C. -. L’ ematologia ci consigliava una visita psichiatrica. Mia madre di 80 anni dopo quel primo ciclo di terapia antitumorale non era più lucida, diventata incontinente, perdendo completamente le sue forze! Abbiamo chiamato il 118 per portarla in pronto soccorso dove è stata valutata e dopo tutti gli accertamenti dopo due giorni è stata dimessa perché secondo loro collaborava, era tranquilla e si alimentava autonomamente”.

La situazione precipita per la 80enne di Sennori e il figlio punta il dito contro la sanità a Sassari. ”Ciò non è vero perché con i miei occhi ho visto che veniva imboccata dalle infermiere molto gentili – ha spiegato il figlio -. Rientrata a casa a Sennori la sua situazione non è cambiata. Se una settimana prima dell’inizio di questa terapia era autonoma, aveva cura di sé, andava in chiesa ed era appena andata dalla parrucchiera ora invece a malapena riesce a fare le scale per raggiungere il bagno, lucidità mentale pari a zero, incontinenza sempre uguale infatti ha bisogno del panno come ha bisogno di avere già il pranzo pronto che prima si preparava autonomamente e ora no. Che cosa hanno combinato in ematologia e in pronto soccorso? Invece di stabilizzarla e di cercare di farla tornare come era un mese fa hanno solo valutato di dimetterla in queste condizioni. Io mi trovo ora solo a gestirla per tutto”.

Condividi l'articolo