A Sassari il numero dei laureati cresce poco, non regge il confronto con Cagliari

A Cagliari una differenza di 10 punti con Sassari per numero di laureati.

Una crescita ma soltanto timida. A Sassari il numero dei laureati è aumentato, ma la crescita è ancora troppo lenta e non regge il confronto con Cagliari. Dal 2018 ad oggi soltanto il numero di chi è in possesso di un titolo terziario è aumentato del 3,5%. Una percentuale troppo bassa che è in linea con il ritardo del nostro Paese in Europa.

Il confronto con Cagliari.

Stando a uno studio su Openpolis, sono solo il 31,7% i cittadini a Sassari in possesso della laurea, una percentuale in linea con la media italiana che si pone in ritardo con il resto dell’Europa. L’Italia, infatti, con il 31,6% di chi possiede un titolo di studio terziario è penultima nel vecchio continente. Tuttavia, come a Sassari, il numero dei laureati è in crescita seppur lentamente. In Sardegna a detenere il primato per numero di laureati è storicamente Cagliari. Nel capoluogo l’offerta formativa è più ampia e la percentuale ha raggiunto il 41,4% ben superiore di dieci punti rispetto alla media nazionale. Cagliari è la città anche dove il numero di persone che si laureano cresce di più di Sassari, ovvero del 4,7%.

Tra le città capoluogo di provincia dopo Cagliari segue Oristano (31,8%) sempre con un trend in crescita. Sassari è terza, mentre a Nuoro il numero degli abitanti in possesso di laurea è del 31,2%. Quinta Alghero con l’28,5%, mentre è sesta Quartu la percentuale del 26%. Olbia è fanalino di coda con solo il 21,8% dei laureati.

A scoraggiare il numero dei laureati non è soltanto l’offerta formativa non omogenea nel territorio, ma anche le caratteristiche del mercato di lavoro, ovvero se ciò che si è studiato sia veramente un investimento economico. Non è un caso se i ritardi maggiori si presentano maggiormente nel Sud Italia.

La situazione nazionale.

L’Italia è penultima in Unione Europea per numero di laureati. Nel 2022 la percentuale era del 31,6%. Pesa molto il gap tra uomini (25%) e donne (38,5%) , una caratteristica comune in quasi tutta Europa. Sono le donne in Italia a trainare maggiormente la crescita dei laureati, anche se le italiane risultano avere meno accesso alle opportunità di studio rispetto al resto delle europee. Questo ritardo è una delle cause per cui il tasso dell’occupazione femminile resta il più basso in Europa.

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