Crollano i consumi a Sassari nella prima parte dell’anno, la spesa media è dimezzata

I consumi nei primi 5 mesi a Sassari.

La pandemia ha colpito fortemente il commercio, che aveva già un trend in decrescita nei mesi precedenti il lockdown. Nell’analisi dell’Osservatorio Confimprese-EY sui consumi di mercato emerge che già il semestre luglio-dicembre 2019 chiudeva l’anno a – 4,4%, influenzato da un novembre nero (-10%). Partenza in salita anche per i primi due mesi 2020 con -0,6% a gennaio e -3,4% a febbraio, e definitivo crollo con l’inizio del lockdown (incluso l’online): -78% marzo, -90% aprile, -57% maggio.

La crisi mette in ginocchio Sassari, gli hotel e i negozi che hanno deciso di non riaprire

Analizzando il totale dei primi 5 mesi 2020 nei negozi fisici si evidenzia una flessione del -46% sullo stesso periodo del 2019. L’abbigliamento è il settore che ha sofferto di più con un andamento del -49%, seguito dalla ristorazione -45%, da altro non food -40%, settore questo che mostra trend migliori grazie all’apertura anticipata di alcune merceologie rispetto ad altre tipologie e alla spinta dell’online. Il campione dei negozi e-commerce ha registrato un incremento del 136% a maggio e 110% complessivamente nei primi 5 mesi dell’anno di cui +171% nel bimestre aprile-maggio.

Su base geografica i dati dei primi 5 mesi 2020 vs lo stesso periodo 2019 mostrano andamenti di poco differenti tra un’area e l’altra con flessioni contenute tra -47% dell’area Nord-Ovest al -44% dell’area Sud: il Nord-Ovest flette del 47%, Nord-est e Centro del 46%, il Sud del 44%. Nello spaccato per regioni il Centro Nord riflette la medesima situazione creata dalla pandemia a livello sanitario, anche se nello scenario geografico si inserisce a sorpresa la Sardegna.

Il calo ha gli stessi numeri del Veneto, -47,6%, così diviso: Sassari (50%) e Cagliari (47%) le città peggiori. Ma la situazione è ancora peggiore nelle regioni del Centro-sud, dove i trend di vendita sono calo da una parte per la difficoltà di ripresa delle attività commerciali, dall’altra per un diverso atteggiamento del consumatore, orientato in questa fase a spendere solo per i beni di primaria necessità. 

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