“LIMBA” torna agli Orti di San Pietro a Sassari con la sua seconda edizione
Domenica 6 settembre LIMBA torna agli Orti di San Pietro con la sua seconda edizione: un incontro tra canto tradizionale, ballo, strumenti, nuove contaminazioni e cultura popolare viva.
Limba è un piccolo esperimento nato con l’idea di proporre suoni e musiche identitarie in un contesto informale, un’occasione di contaminazione in cui tradizione e sperimentazione si fondono. Un modo per tenere viva la lingua attraverso l’arte e la socialità ma, cosa ancora più importante, un’occasione di incontro e convivio fra pubblico e artisti con esperienze diverse.
Per questo motivo vi invitiamo ad arrivare dalla mattina ( il parco aprirà dalle 10.30) per godervi tutta la giornata e condividere il pranzo assieme a noi.
Dal mattino fino a sera si alterneranno:
Coro Gabriel di Tempio
Coro di Bosa
Cuncordu “Giovanni Pinna” di Castelsardo
Coro di Aggius “Matteo Peru”
Cuncordu Viadore di Sassari
Coro di Bosa
Cuncordu “Giovanni Pinna” di Castelsardo
Coro di Aggius “Matteo Peru”
Cuncordu Viadore di Sassari
Per pranzo, oltre alle fritture e alla gastronomia degli Orti, abbiamo pensato di coinvolgere i mitici Vitelloni di La Corte, arrostitori seriali, prepareranno un arrosto di maiale con melanzane alla sassarese da leccarsi i baffi.
Dopo pranzo e dopo i cantori ci sarà un momento dedicato alla sperimentazione con lo spettacolo “Serrados a Muru”, in cui il Cuncordu Viadore tesserà le sue melodie accompagnato dall’elettronica di Martino Corrias e dall’incalzante recitazione di Simone Azzu. Uno spettacolo originale, da ascoltare sdraiati sul prato.
Nel tardo pomeriggio sarà il momento del ballo tradizionale, con Marco Bande all’organetto, Fabio Calzia alla chitarra e Federico Di Chiara alla voce.
Anche il ballo, portato fuori dai suoi contesti più consueti e dentro uno spazio cittadino, informale e aperto come quello degli Orti, può diventare qualcosa di più di una semplice riproposizione della tradizione: un momento di contatto diretto, partecipazione e sperimentazione, capace di mettere in relazione persone, generazioni e modi diversi di vivere la cultura popolare.
Anche il ballo, portato fuori dai suoi contesti più consueti e dentro uno spazio cittadino, informale e aperto come quello degli Orti, può diventare qualcosa di più di una semplice riproposizione della tradizione: un momento di contatto diretto, partecipazione e sperimentazione, capace di mettere in relazione persone, generazioni e modi diversi di vivere la cultura popolare.
La chiusura sarà affidata al set elettronico di Jannemuru, produttore, sound artist e performer di Orosei, focalizzato su quella che qualcuno ha definito ethnic electronic: una nicchia che raccoglie sperimentazioni elettroniche contaminate dalle musiche folkloriche. Nicola porta da qualche anno il suo progetto nei festival e le performance che propone, tanto ancestrali quanto attuali, partono dai suoni della natura per arrivare alla sonorizzazione di installazioni artistiche, mostre e set live.
Una giornata intera dedicata alla musica, alle voci e ai suoni della Sardegna, senza nostalgia e senza cartoline, ma con la consapevolezza che la nostra lingua debba essere qualcosa di vivo e che, affinché lo sia, sia necessario che si contamini e passi anche attraverso l’arte, per poter tornare a essere un potente mezzo di comunicazione fra le generazioni.




