Sassari partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio
Sono l’altare prenuragico di Monte d’Accoddi e la cinta muraria medievale i due luoghi scelti dal settore Cultura del Comune di Sassari per la partecipazione alle Giornate Europee del Patrimonio, in programma il 26 settembre prossimo. I due luoghi simbolo, strettamente legati alla storia e all’identità cittadina, saranno al centro di visite guidate, totalmente gratuite, accessibili esclusivamente su prenotazione.
La cinta muraria. Dalle 17 alle 19 si svolgerà La cinta delle mura di Sassari, analisi e vicende costruttive di un cantiere in atto da secoli. Il percorso, guidato dallo storico dell’arte Francesco Ledda, consentirà di ricostruire la storia della cinta muraria medievale, risalente al XIII secolo, e le trasformazioni che l’hanno interessata nel corso dei secoli. Saranno analizzati i tratti delle mura giunti fino ai nostri giorni, sopravvissuti alle distruzioni e ai riutilizzi avvenuti tra la seconda metà dell’Ottocento e la metà del Novecento. Nel corso della visita saranno inoltre illustrati i progetti di restauro e recupero di alcuni elementi della fortificazione, tra cui la Torre di Corso Trinità e la Torre Tonda, nell’ambito di una nuova prospettiva di protezione e fruizione degli spazi. La cinta muraria costituisce infatti un elemento fondamentale per comprendere l’evoluzione urbanistica e la storia di Sassari e rappresenta un patrimonio da preservare, valorizzare e rendere sempre più visibile e accessibile. La partenza è fissata alle 17 da piazza Mercato. La partecipazione è gratuita e riservata a un massimo di 40 persone.
Monte d’Accoddi. Dalle 17.30 alle 19.30 l’area archeologica di Monte d’Accoddi ospiterà la visita guidata tematica Monte d’Accoddi: un nuovo volto per un millenario monumento, condotta dall’archeologa Domenica Lissia. L’iniziativa sarà l’occasione per conoscere non soltanto le peculiarità architettoniche e archeologiche dello straordinario complesso megalitico, ma anche gli interventi che negli ultimi anni hanno interessato l’area. Durante il percorso saranno illustrate le opere previste dai progetti finanziati con il PNRR, recentemente realizzate dalla Direzione Regionale Musei, e il ruolo svolto dal Comune di Sassari nella gestione costante del sito. La visita permetterà inoltre di approfondire il tema della tutela e della fruizione di Monte d’Accoddi, mostrando quanto siano importanti il potenziamento dei sistemi di protezione e controllo, i servizi di gestione, la segnaletica, la promozione e il miglioramento delle strutture e degli spazi destinati all’accoglienza, con l’obiettivo di rendere il sito sempre più accessibile e fruibile. La partecipazione è gratuita, per un massimo di 80 persone, con prenotazione obbligatoria.
Come prenotare. Per entrambi gli appuntamenti è necessaria la prenotazione negli uffici di InfoSassari, nel nuovo spazio in piazza Azuni o in via Sebastiano Satta 13. È inoltre possibile prenotare tramite e-mail, scrivendo a [email protected]. Per informazioni, è possibile telefonare ai numeri 0792008072 – 079279977 – 079279660. InfoSassari è aperto al pubblico dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13.
Aperto anche il Museo Sanna. Un ulteriore percorso inserito nelle Giornate Europee del Patrimonio è organizzato a Sassari dal Museo nazionale “G. A. Sanna”. Domenica 27 settembre dalle 11 sarà possibile – senza prenotazione – partecipare alla visita guidata che racconterà la conservazione dei reperti del Museo Sanna (e non solo) durante la Seconda Guerra Mondiale, secondo le vicende narrate dalle fonti d’archivio tra il 1939 e il 1945. Il Museo resterà aperto domenica dalle 9 alle 12.45.
Le Giornate Europee del Patrimonio sono una manifestazione culturale che si svolge ogni anno in numerosi Paesi europei nel mese di settembre. Sono promosse dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e in Italia sono coordinate dal Ministero della Cultura. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, ispirato a quello europeo “Heritage at Risk: Revive, Resist, Reimagine”, invita a riflettere sulle molteplici sollecitazioni alle quali è sottoposto il patrimonio culturale, materiale e immateriale, e sulla responsabilità condivisa di garantirne conservazione, vitalità e trasmissione alle generazioni future.



