Ozieri potenzia l’ospedale con la terapia intensiva multidisciplinare

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Il servizio di terapia intensiva multidisciplinare a Ozieri.

Un nuovo percorso per potenziare l’assistenza critica prende forma a Ozieri, dove la Asl di Sassari ha avviato l’iter per l’istituzione di posti letto di terapia intensiva multidisciplinare. L’iniziativa prevede un ampio programma di adeguamento della dotazione organica, interventi sui locali e implementazione delle strumentazioni necessarie, con l’obiettivo di rafforzare le cure in area critica nel territorio.

Secondo il direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi, “l’ospedale Segni di Ozieri risulta logisticamente baricentrico e funzionale ad una integrazione sinergica con la Rianimazione dell’Ospedale Civile di Alghero e alle due Rianimazioni dell’Aou di Sassari, sede di Hub, e alle strutture della Gallura, in un’ottica di rete delle terapie sub intensive e intensive del Nord Sardegna. Il modello organizzativo prevede la creazione di un’area critica subintensiva funzionale alle attività del ‘Segni’ e su cui convergono condizioni differenti di criticità, con la funzione di rendere disponibili posti letto in zona critica ad elevato contenuto tecnologico e assistenziale. Vuole esser questo l’ennesimo tassello, in un più ampio programma di riqualificazione e sviluppo del presidio ospedaliero di Ozieri avviato dal 2022 con l’istituzione della Asl 1″.

La struttura prevede diverse articolazioni funzionali. Una zona di recupero post-operatorio consentirà la stabilizzazione dei pazienti dopo interventi chirurgici, il monitoraggio delle funzioni vitali e il controllo del dolore, prima della dimissione verso i reparti ordinari o le cure intensive. In particolare, questa area garantirà maggiore sicurezza ai pazienti fragili e anziani pluripatologici, evitando che l’accesso agli interventi chirurgici sia vincolato alla disponibilità di posti letto nelle Rianimazioni dell’Hub.

Parallelamente, un indirizzo clinico internistico accoglierà pazienti instabili provenienti dal pronto soccorso o dai reparti di degenza, mentre un’area dedicata al monitoraggio neurovascolare assicurerà assistenza specialistica per ictus ischemici acuti in fase post-trombolisi, senza necessità di trasferimento all’Hub. Un’ulteriore sezione sarà destinata al monitoraggio emodinamico per le principali patologie cardiovascolari, offrendo sorveglianza ECGrafica ed emodinamica di breve durata.

Secondo Sensi “l’attivazione della terapia intensiva multidisciplinare consentirebbe di evitare ricoveri di pazienti instabili o a rischio di instabilità in strutture di degenza ordinaria, potenziare l’attività operatoria del Presidio estendendola a malati a maggior rischio senza subordinare la sua attività alla preventiva disponibilità di posto letto presso le Terapie Intensive dell’Hub; ridurre la mobilità extraospedaliera e ricoveri impropri, con il contestuale alleggerimento dell’Hub di riferimento”.

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