La Faradda dei Candelieri incanta Sassari tra festa e tradizione

Candelieri Sassari

La giornata della Faradda dei Candelieri a Sassari.

Due ali di folla entusiasta (si stima intorno alle 120mila persone), ha fatto da cornice alla Discesa dei Candelieri 2026. Sin dal mattino l’intera Sassari non solo quella dei gremi, ha partecipato ai preparativi della Festha Manna. Alle prime luci dell’alba i suoni, le voci ed una grande allegria si respirava nelle tipiche e colorate stradine del centro storico, mentre gremianti e portatori procedevano alla vestizione dei maestosi tredici ceri, che dal tardo pomeriggio sino a tarda notte avrebbero disceso il corso Vittorio Emmanuele per poi arrivare nel sagrato della chiesa di Santa Maria di Betlem ancora in attesa della riapertura.

Il rito della vestizione.

Nel corso degli ultimi anni il suggestivo rito della vestizione dei Candelieri ha assunto sempre un di più un valore più marcato tra i gremianti. Le sedi delle tredici corporazioni si vestono a festa per entrare si da subito nella magica atmosfera della grande festa che avvolge anche il piccolo angolo di Sassari. Durante la vestizione come da tradizione il sindaco fa visita ai gremi per sentire e condividere le prime emozioni che tutti i componenti sentono nel momento della vestizione.

Nel cuore della Faradda.

Finalmente il gran momento è arrivato, con i sempre e talvolta ben auguranti 15 minuti di ritardo, prende in via la discesa con i primi passi e balli dei portatori del Candeliere dei Braccianti a cui e spettato il compito di aprire la festa. A seguire tutto il fastoso corteo composto da dodici ceri: Autoferrotranvieri, Macellai, Fabbri, Piccapietre, Viandanti, Contadini, Falegnami, Ortolani, Calzolai, Sarti, Muratori ed infine i Massai che chiudono la sfilata.

Le dichiarazioni.

Prima del tradizionale brindisi “A zent’anni” tra le autorità civiche e religiose e prima dell’uscita del primo cittadino Giuseppe Mascia dal portone del palazzo di Città (Teatro Civico), per sentire il “giudizio” dei sassaresi sull’operato del sindaco nel corso dell’anno, abbiamo chiesto agli amministratori di esprimere le loro emozioni.

“Questa è la mia terza Discesa da assessore alla viabilità – commenta Massimo Rizzu -, ed è sempre una grande emozione che di anno in anno sento sempre di più scorrere nelle vene. Come ben dice il mio cognome Rizzu, provengo da una tradizione familiare e civica di grande prestigio. Vivo questa festa in modo commuovente e ringrazio in primis il sindaco che mi ha dato l’onore di rivestire questa carica e di poter abbracciare ancora più da vicino questa gioiosa festa, a zent’anni”.

“Un’emozione unica che non ha paragoni – dice Maurizio Usai (FdI) -. Sono tre anni che, già dalla mattina della Faradda, vado nelle sedi dei gremi per assistere alla vestizione. Sono momenti che ti fanno capire quanto la città ama la sua Festha Manna unica al mondo. Un grande augurio ai nostri concittadini di A zent’anni sempre più ricco di salute e serenità”. Parole condivise da Angelo Azara (Gruppo misto). “Qualsiasi parola non riuscirebbe a descrive la grande emozione che provo nel seguire la Discesa dei Candelieri. Ogni anno sento quel bellissimo mix di emozioni (gioia, orgoglio e immensa gratitudine) verso la mia città e i miei concittadini che hanno fatto sì che questa festa sia stata riconosciuta come patrimonio dell’Unesco. A zent’anni a tutti di saruddu e fusthuna” .

L'autore

Ho superato i 60 anni e oltre la metà di questi li ho passati nel giornalismo. Per 23 anni ho collaborato con la Nuova Sardegna, scrivendo nelle pagine di cronaca, cultura e sport. In precedenza ho collaborato con il Quotidiano e di seguito con diversi periodici tra i quali (Qui Notizie Nord Sardegna). Sono stato il responsabile della redazione sportiva nella redazione di Sassari di Cinquestelle Tv. Collaboro con Radio Venere nel programma della domenica Raccontu di Sassari.

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