Giulia Cecchettin rivive in una piazza dedicata alla vittima di femminicidio.
Sassari dedica una piazza a Giulia Cecchettin, la studentessa uccisa l’11 novembre 2024 dal suo ex fidanzato in Veneto. Il suo ricordo è rimasto vivo anche in città che ha dato il nome allo spazio antistante la scuola di San Donato, sottoposto a riqualificazione. Qui l’Associazione Bogamari, guidata dall’artista Danila Pittau, inoltre, ha realizzato un progetto che consiste nella realizzazione di un murale. L’iniziativa, denominata Scuola Bene Comune è promossa dall’Assessora del Comune di Sassari Patrizia Mercuri, con il contributo della Fondazione Banco di Sardegna,
Il cantiere aperto.
Nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, la piazza si trasformerà in un cantiere d’arte aperto a tutti. I cittadini, i residenti del quartiere e i bambini sono invitati a recarsi presso la piazza antistante la scuola di San Donato, intitolata a Giulia Cecchettin, per dipingere un fiore, lasciando un segno tangibile in ricordo di tutte le donne vittime di violenza. Un gesto corale e partecipativo che punta a trasformare il muro in un monumento vivo alla memoria e al rispetto. Al termine di queste due giornate di condivisione, l’opera sarà consegnata simbolicamente al Comune di Sassari, che si occuperà successivamente della presentazione ufficiale alla città.
Murale contro i femminicidi.
Il murale non è solo un monito contro i femminicidi e le azioni di violenza ma anche un profondo omaggio all’identità femminile isolana. L’Associazione Bogamari realizzerà, infatti, anche una targa esplicativa delle figure espresse sul grande murale che accompagnerà il dipinto, raccontando nel dettaglio il senso e il significato delle le figure simboliche presenti sul muro, che richiamano e reinterpretano le grandi figure mitologiche, storiche, artistiche e letterarie della cultura e dell’antica tradizione sarda. L’intitolazione della piazza, avvenuta lo scorso 28 settembre alla presenza delle autorità locali è il frutto di un percorso didattico sulla legalità e la parità di genere, nato dall’idea del poliziotto locale in pensione Roberto Demuro e fortemente sostenuto dalla dirigente dell’Istituto Comprensivo San Donato, nonché assessora comunale Patrizia Mercuri.
Lo spazio, riqualificato dal Comune con oltre 1,5 milioni di euro di fondi PNRR, trova oggi la sua definitiva consacrazione sociale grazie all’arte partecipata dell’ Associazione Culturale Bogamarì fondata e guidata da Danila Pittau, realtà cruciale a Sassari nell’ambito della Social Art (Arte Pubblica Partecipata). Il collettivo opera attraverso progetti di rigenerazione urbana e inclusione sociale come il recente intervento pittorico lungo tutto il Corso Vico con la trasformazione della recinzione di legno provvisoria in presidi di bellezza collettiva. Il metodo di Bogamari prevede il coinvolgimento attivo della cittadinanza e una costante sensibilizzazione sui diritti delle minoranze, la disabilità e il disagio sociale.
Danila Pittau, promotrice delle attività del gruppo, rappresenta una spiccata personalità nel panorama artistico locale, che , come pittrice, decoratrice ed esperta in arteterapia, unisce la ricerca e la pratica specialistica professionale all’attivismo sociale e comunitario, sviluppando l’atto pittorico come un’esperienza aperta, dove il pubblico partecipa direttamente alla creazione dell’opera. Negli anni ha curato numerosi laboratori in contesti clinici, scolastici e sociali legando la sua produzione visiva e la sua attività di arteterapeutica anche ai temi della memoria, dei diritti e della cultura della Sardegna.




