Pochi tamponi per il coronavirus a Sassari, lo screening lo faranno i militari

Pochi tamponi per il coronavirus.

Ulteriori posti di terapia intensiva, mascherine, tamponi e reagenti. E’ quanto chiede il presidente della Regione, Cristian Solinas, al Governo e protezione civile nazionale per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

“Abbiamo chiesto posti supplementari di terapia intensiva, reagenti e tamponi. Ma, ad oggi, l’unica cosa che è arrivata sono quella decina di migliaia di mascherine ribattezzate swiffer, che non piacciono agli operatori e che non rappresentano un presidio in termini di dispositivi di protezione individuale come le Ffp1, Ffp2 ed Ffp3 – ha affermato il governatore -. Questa vicenda merita un intervento della protezione civile nazionale visto che non si possono lasciare i territori soli a gestire la crisi. A breve avremo oltre le 450mila mascherine, in prospettiva di un ordine di oltre 2 milioni di pezzi che dovrebbero consentirci di stabilizzare il sistema e dare la possibilità di superare le criticità”.

Solinas ha deciso, in sede di Comitato Operativo Regionale di protezione civile, di allestire delle strutture alberghiere per l’isolamento domiciliare dei pazienti positivi asintomatici. In questo modo, chi ha abitazioni che non consentono una compartimentazione rispetto al resto della famiglia, si potrà essere ricoverati in tali strutture di carattere alberghiero per trascorrere i 14 giorni di quarantena.

Infine un chiarimento sulle recenti polemiche per l’assenza di materiale. Se al Brozzu di Cagliari mancano i reagenti, a Sassari sono pochissimi i tamponi disponibili. Per questo, come preannunciato dall’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, interverrà la sanità militare con uno screening massiccio e test rapido. Dei primi 20mila che arriveranno, 15mila verranno utilizzati dal personale sanitario e nelle strutture per anziani.

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