Casa di riposo di Sorso, il caso dell’anziana morta

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Casa riposo Sorso e la vicenda della struttura per anziani.

Nella casa riposo “Noli me tollere” di Sorso, nel giugno del 2020 è morta un’anziana ospite di 82 anni, Rosalba Scognamiglio. La donna si trovava ricoverata nella residenza quando è caduta, procurandosi un grave trauma.

Secondo quanto ricostruito, l’anziana presentava già un quadro clinico complesso. I medici avevano riscontrato un decadimento cognitivo importante, con disorientamento spazio-temporale e altre patologie. Gli accertamenti hanno indicato anche problemi di equilibrio e comportamenti di autolesionismo, elementi che avrebbero richiesto un controllo continuo da parte del personale.

Le indagini sulla casa riposo Sorso.

La magistratura ha affidato le indagini ai carabinieri del Nas. I militari hanno esaminato la gestione della paziente e le procedure adottate dopo la caduta. Gli accertamenti hanno messo in luce un ritardo nell’attivazione dei soccorsi del 118. La Procura ha ritenuto che questo ritardo abbia inciso in modo determinante sull’esito della vicenda.

Durante una delle ultime udienze, un’ex dipendente della struttura ha riferito che l’anziana sarebbe rimasta da sola nella sua stanza per due giorni, nonostante la ferita riportata. Solo il terzo giorno il personale l’avrebbe trovata priva di vita. Questo racconto ha rafforzato l’ipotesi di una vigilanza insufficiente e di una gestione inadeguata dell’emergenza.

Secondo l’accusa, la responsabile della casa di riposo non avrebbe predisposto un monitoraggio costante, necessario per prevenire situazioni di pericolo per l’incolumità dell’ospite. Inoltre, avrebbe omesso di richiedere un trasferimento in una residenza sanitaria assistenziale, nonostante le condizioni cliniche della donna lo rendessero opportuno.

Il procedimento giudiziario.

Il procedimento ha chiamato in causa Maria Franca Lupino, ex direttrice della “Noli me tollere”. La Procura della Repubblica di Sassari ha sostenuto che l’imputata non abbia adottato comportamenti idonei a scongiurare la tragedia. Il pubblico ministero Enrica Angioni ha chiesto una condanna a cinque anni di reclusione, ritenendo gravi le omissioni contestate.

Nel corso del dibattimento, una perizia medico-legale ha confermato che la morte di Rosalba Scognamiglio è dipesa da un profondo trauma cranico, compatibile con una caduta e aggravato dal ritardo nei soccorsi. Il figlio dell’anziana si è costituito parte civile nel procedimento, chiedendo il risarcimento dei danni.

La sentenza.

Il tribunale ha condannato Maria Franca Lupino a un anno e quattro mesi di reclusione. Il tribunale ha disposto anche il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di quindicimila euro a favore della parte civile, oltre al risarcimento dei danni da quantificare in sede civile.

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