Alghero punta sul riuso degli immobili pubblici, parte il Piano

Alghero panoramica

Il riuso degli immobili pubblici ad Alghero.

Alghero avvia un nuovo percorso per recuperare e restituire a una funzione pubblica o di interesse collettivo gli immobili e le aree oggi inutilizzati o sottoutilizzati. La Giunta comunale ha dato indirizzo all’adesione al “Piano Città degli immobili pubblici“, il programma promosso dall’Agenzia del Demanio che punta a coordinare patrimonio pubblico, pianificazione urbana e strategie di sviluppo del territorio.

Una visione complessiva per la riqualificazione e la rifunzionalizzazione dei beni pubblici.

L’obiettivo dell’amministrazione guidata dal sindaco Raimondo Cacciotto è costruire una visione complessiva per la riqualificazione e la rifunzionalizzazione dei beni pubblici, attraverso un lavoro condiviso con gli altri enti istituzionali coinvolti. La proposta è stata portata in Giunta dall’assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, in collaborazione con l’assessore al Demanio Enrico Daga. Il sindaco e l’assessore Corbia avevano avviato il percorso durante l’ultima assemblea dell’Anci e lo avevano poi approfondito a Roma, lo scorso aprile, incontrando i rappresentanti dell’Agenzia del Demanio. Da quelle interlocuzioni prende ora forma la fase operativa che dovrà portare alla definizione del programma per Alghero.

L’obiettivo del Piano Città.

Il “Piano Città” nasce con l’intento di mettere in relazione i diversi immobili e compendi pubblici presenti in un territorio, superando una gestione frammentata dei singoli beni. La pianificazione integrata dovrebbe consentire di individuare le destinazioni più appropriate, tenendo conto delle necessità della comunità e delle possibilità di sviluppo urbano ed economico. Per procedere sarà necessario arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra le istituzioni interessate. Tra i soggetti chiamati a partecipare figurano la Regione Sardegna, la Città Metropolitana e, eventualmente, altri enti proprietari o coinvolti nella gestione dei beni interessati. L’intesa dovrà servire a definire una strategia comune e, successivamente, un insieme di interventi concreti e realizzabili.

Tra le aree che potrebbero rientrare negli approfondimenti viene indicata Surigheddu e Mamuntanas. Si tratta del vasto compendio nel quale si trova l’ex azienda agricola, dismessa ormai da circa 40 anni, che rappresenta uno dei patrimoni territoriali con maggiori possibilità di recupero e valorizzazione. L’eventuale inserimento nel percorso dovrà essere valutato insieme alla Regione Sardegna, considerata centrale per la definizione delle prospettive future dell’area. Un altro possibile ambito di intervento riguarda il Palazzo dei Congressi, insieme ai beni pubblici dismessi presenti nel borgo di Fertilia. L’attenzione potrebbe inoltre estendersi, più in generale, alle aree della bonifica, considerate nell’ottica di una strategia complessiva di rigenerazione.

Le parole del sindaco Raimondo Cacciotto.

“Crediamo in una politica fatta di contenuti, programmazione e visione comune”, ha spiegato il sindaco Raimondo Cacciotto, sottolineando come il Piano Città rappresenti un metodo di lavoro attraverso il quale amministrazioni locali e Agenzia del Demanio possono programmare insieme il recupero e il riutilizzo degli edifici pubblici. L’obiettivo, secondo il primo cittadino, è mettere in relazione questo strumento con gli altri programmi di pianificazione per rispondere alle esigenze della città e ai fabbisogni della popolazione. Per l’assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, il progetto può rappresentare un passaggio importante soprattutto mentre il Comune è impegnato nella redazione del Piano Strategico e del Piano Urbanistico Comunale.

L’assessore al Demanio Enrico Daga ha invece collegato il nuovo percorso ad alcune iniziative già intraprese dall’amministrazione, citando il lavoro sugli usi civici, il compendio di Punta Giglio e l’ex ostello di Fertilia. Secondo Daga, l’adesione al Piano Città consente ora di rafforzare quel lavoro attraverso una fase strutturata di collaborazione tra istituzioni.

Il prossimo passaggio sarà prevalentemente tecnico-amministrativo. Gli uffici dovranno procedere alla ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico che potrà essere inserito nel Piano Città, individuando beni, aree e possibili ambiti di intervento. Solo dopo questa fase sarà possibile definire con maggiore precisione quali immobili potranno essere interessati dai futuri progetti di recupero e quali destinazioni potranno essere sviluppate. Il lavoro di ricognizione costituirà quindi la base per la successiva sottoscrizione del protocollo d’intesa e per la costruzione di una strategia condivisa sul patrimonio pubblico di Alghero.

L'autore

Nato a Sassari e cresciuto a Sorso, giornalista pubblicista, mi occupo soprattutto di cronaca, attualità e politica. Mi piace raccontare quello che succede in provincia di Sassari e in Sardegna, approfondendo le notizie anche reportage e inchieste. Tra le mie passioni ci sono il fenomeno dei terremoti e il mondo dell’emergenza. Nel tempo libero sono anche un soccorritore del 118, esperienza che mi ha insegnato molto sul valore dell’aiuto agli altri.

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