Stazione di Mamuntanas rasa al suolo ad Alghero, il caso finisce in Procura

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La stazione di Mamuntanas ad Alghero è stata demolita integralmente durante i lavori per il collegamento ferroviario con l’aeroporto. Nonostante un’autorizzazione alla demolizione parziale, secondo l’associazione Punta Giglio Libera. Ha presentato un esposto alla Procura di Sassari e ai Carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale per chiedere di verificare il rispetto dei vincoli e le eventuali responsabilità.

Edificio dichiarato di interesse culturale con decreto dell’11 febbraio 2025. Secondo l’associazione ambientalista, il verbale della Commissione regionale per il patrimonio culturale del 15 maggio dello stesso anno prevedeva di conservare le parti non strettamente necessarie alla realizzazione dell’opera, oltre ai resti murari e alle tracce delle fondazioni, per quanto possibile.

Il nodo dell’autorizzazione

La questione sollevata da Punta Giglio Libera riguarda proprio la differenza tra quanto autorizzato e quanto realizzato. “Quale titolo amministrativo ha consentito di passare da un’autorizzazione alla demolizione parziale alla completa eliminazione del bene?”, chiede l’associazione, che sollecita verifiche anche sull’eventuale esistenza di successivi provvedimenti. Il gruppo richiama inoltre la deliberazione regionale del 21 maggio 2025 sul provvedimento autorizzatorio unico regionale in materia ambientale, che subordinava il giudizio positivo di compatibilità ambientale all’acquisizione dell’autorizzazione alla demolizione e al rispetto delle condizioni prescritte.

“La demolizione è avvenuta”

L’associazione contesta anche il progetto ferroviario, dal costo superiore ai 90 milioni di euro, denunciando possibili conseguenze sulle risorse idriche ed energetiche e sul paesaggio. Nel comunicato definisce l’infrastruttura “inutile” e critica un modello di sviluppo che, a suo giudizio, sacrifica il patrimonio storico in nome del progresso. Punta Giglio Libera chiede alla Procura di accertare eventuali responsabilità nella progettazione, nella direzione e nell’esecuzione dei lavori, valutando possibili profili penali, compresi quelli previsti dall’articolo 169 del Codice dei beni culturali, qualora ne ricorrano i presupposti. L’intervento risulta affidato al Consorzio Stabile Europeo Costruttori, che opera attraverso le società Geovertical, Matarrese, Super T 82 e Ma.Gi.B.

L’associazione ha inoltre sollecitato la Soprintendenza a valutare eventuali misure ancora praticabili per salvaguardare le testimonianze residue della stazione. “La demolizione è avvenuta. Ora occorre accertare se sia stata autorizzata e realizzata nel rispetto della legge”, conclude Punta Giglio Libera. Spetterà agli organi competenti verificare gli atti e stabilire se l’intervento abbia rispettato le prescrizioni previste per un bene riconosciuto di interesse culturale.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

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