Allarme agricoltura nel Sassarese, la Cisl: “Lavoro a rischio tra siccità e aumento dei costi”

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Agricoltura nel Sassarese, l’allarme Cisl e Fai Cisl

Dalla siccità ai costi di produzione, la Cisl sottolinea le difficoltà dell’agricoltura che pesano su imprese e lavoratori del Sassarese. Nella Nurra danni per oltre 30 milioni di euro nel 2025. Appello per investimenti idrici, tutela delle filiere e occupazione di qualità.

“L’agricoltura del Sassarese attraversa una fase di forte difficoltà – denunciano dal sindacato -. Che rischia di compromettere il futuro di un intero comparto e di chi ci lavora. Siccità, carenze delle infrastrutture idriche, aumento dei costi e pressione sui prezzi mettono in difficoltà le imprese e si ripercuotono direttamente sui lavoratori, sulle loro famiglie e sulle comunità rurali. A lanciare l’allarme sono la Csil Sassari e la Fai Cisl Sassari. Particolarmente critica la situazione della Nurra, dove nel 2025 i danni all’agricoltura sono stati stimati in oltre 30 milioni di euro, senza considerare le ricadute sull’indotto. In alcune aziende, ancora oggi, è necessario ricorrere alle autobotti per garantire l’approvvigionamento idrico destinato al bestiame”.

Il segeretario generale della Cisl Sassari

“Quando un’azienda riduce la propria attività, a rischio non ci sono soltanto i suoi conti, ma anche le giornate lavorate, i redditi e le prospettive occupazionali, soprattutto per i giovani – dichiara Sergio Mura, segretario generale della Cisl Sassari –. Non possiamo lasciare che problemi strutturali, come la carenza d’acqua e l’inadeguatezza delle infrastrutture, continuino a ricadere sui lavoratori e sulle loro famiglie. Servono interventi concreti e una programmazione capace di dare certezze al settore”. Le difficoltà riguardano anche comparti di grande valore per l’economia e l’identità agricola del territorio, come quello olivicolo. I produttori devono sostenere costi elevati per la coltivazione, la raccolta e la trasformazione, confrontandosi con una concorrenza che impone di garantire condizioni di mercato eque, tracciabilità e trasparenza sull’origine dei prodotti”.

Il responsabile Fai Cisl

“La qualità delle produzioni locali deve essere riconosciuta anche attraverso prezzi capaci di remunerare adeguatamente il lavoro lungo tutta la filiera – sottolinea Pierpaolo Caboni, responsabile della Fai Cisl Sassari –. Se i ricavi non coprono i costi, il rischio è che la pressione economica si traduca in meno occupazione, salari più bassi e condizioni di lavoro peggiori. Difendere l’agricoltura significa anche tutelare il lavoro regolare, la sicurezza e le professionalità di chi opera nei campi”.

“Per Cisl e Fai Cisl Sassari è necessario intervenire su più fronti: investire nelle infrastrutture idriche, sostenere le imprese e le filiere locali, rafforzare i controlli sulle importazioni e valorizzare le produzioni di qualità. Altrettanto centrale è la tutela del lavoro, attraverso la contrattazione, il contrasto al lavoro nero e al caporalato, il rispetto dei contratti collettivi e maggiori investimenti in formazione e sicurezza. La richiesta è rivolta alla Regione, al Governo e alle istituzioni locali, affinché assumano impegni concreti e coinvolgano le parti sociali nella definizione delle strategie per il futuro del comparto”.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

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