Il caso dei campi boe ad Alghero: la Guardia Costiera apre al dialogo

capo caccia alghero

Il progetto dei campi boe ad Alghero.

A seguito delle criticità emerse in relazione all’attuale sistema dei campi boe nella rada di Alghero e del crescente dibattito sviluppatosi nelle ultime settimane, la Guardia Costiera del Nord Sardegna ha attivato un percorso di confronto istituzionale. Quest’ultimo è finalizzato a favorire il dialogo tra tutti i soggetti interessati, nella convinzione che soltanto attraverso una collaborazione leale e costruttiva sia possibile individuare soluzioni capaci di contemperare i diversi interessi coinvolti.

L’incontro sui campi boe ad Alghero.

In tale contesto, la Guardia Costiera ha promosso nei giorni scorsi un utile incontro. Si è tenuto presso la sede della Capitaneria di porto di Porto Torres, con una delegazione del Comitato “Stop Campo Boe”. Qui c’è stato un costante e proficuo confronto con l’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana”. L’obiettivo è approfondire le criticità emerse, favorire il dialogo tra le parti e costruire un percorso condiviso capace di ricondurre il confronto entro un clima di reciproca collaborazione, scongiurando il rischio di un’eccessiva esasperazione del dibattito.

Il percorso è proseguito nella giornata di mercoledì 4 agosto. Qui i vertici della Guardia Costiera hanno incontrato, presso l’Ufficio circondariale marittimo di Alghero, il Presidente e il Direttore del Parco, Emiliano Orrù e Giulio Plastina. Il fine dell’incontro è stato quello di valorizzare le istanze rappresentate dai diportisti algheresi e analizzare l’adozione, già nell’immediato, di importanti misure migliorative.

Tra queste, l’Ente Parco ha riferito di aver già attivato l’iter per l’approvazione di una nuova area destinata all’ancoraggio libero all’interno dell’Area Marina Protetta. Si terrà nella baia di Porto Conte, attraverso la modifica del disciplinare per l’utilizzo dei campi boe, con l’estensione delle condizioni meteomarine entro le quali è consentito l’utilizzo degli ormeggi, elevando il limite di operatività fino a 35 nodi di vento.

Gli incontri recentemente svolti hanno inoltre consentito di elaborare un primo cronoprogramma operativo. Questi sono volti a fornire sia risposte immediate sia interventi di medio e lungo periodo, con l’obiettivo di porre in essere azioni concrete, nel pieno rispetto della tutela ambientale e della sicurezza della navigazione e della balneazione.

La road map condivisa individua un percorso articolato in più fasi. Una prima fase riguarda gli interventi immediatamente realizzabili nel corso dell’attuale stagione balneare, così da offrire fin da subito risposte concrete alle esigenze manifestate dai diportisti.

Nuovi spazi per gli ormeggi.

In particolare, è stata individuata, in via sperimentale, la possibilità di ampliare le aree destinate alla libera fruizione del diporto mediante l’individuazione di nuovi spazi di ormeggio presso Cala “Villa dell’Olandese”, Cala di “Monte Tundo”, nonché in prossimità delle calette del Lazzaretto e di Cala del Rosso, dove il Parco provvederà all’installazione di cavi tarozzati.

Tali aree saranno disciplinate da una specifica ordinanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero, di prossima emanazione. Questa consentirà, limitatamente alle predette zone e nel rispetto delle prescrizioni poste a tutela della sicurezza della navigazione e della balneazione, l’ormeggio al di sotto del limite dei 100 metri dalla costa.

Tali interventi sono finalizzati ad assicurare un più equilibrato contemperamento tra le esigenze della nautica da diporto, la sicurezza della navigazione, la tutela dell balneazione e la conservazione dell’ecosistema marino, con particolare riguardo alla salvaguardia delle praterie di Posidonia oceanica, patrimonio naturale di straordinario valore ambientale. Una seconda fase sarà avviata al termine della stagione estiva, quando sarà possibile procedere a una più approfondita valutazione tecnica dell’attuale assetto dei campi boe e delle possibili modifiche da apportare.

Il tavolo tecnico.

Conclusa la stagione balneare, infatti, il percorso proseguirà con l’istituzione di un tavolo tecnico. Qui saranno invitati a partecipare tutti i soggetti istituzionali competenti e i rappresentanti delle categorie interessate. Il tavolo costituirà la sede di confronto nella quale, sulla base dell’esperienza maturata nel corso della presente stagione estiva, dei dati raccolti e delle criticità eventualmente emerse, sarà possibile procedere a una complessiva revisione dell’attuale assetto dei campi boe. Infine, l’ultima fase riguarderà la definizione della nuova progettualità del sistema dei campi boe per la stagione 2026/2027. Questa dovrà nascere attraverso un percorso condiviso tra tutte le amministrazioni interessate e i rappresentanti delle categorie coinvolte.

Gli obiettivi.

L’obiettivo sarà quello di valutare, con un approccio tecnico e partecipato, i migliori interventi di rimodulazione delle aree di ormeggio, dell’ubicazione dei corpi morti e delle zone destinate all’ancoraggio libero. Il Direttore Marittimo di Olbia, Capitano di Vascello Gianluca D’Agostino, nel
rimarcare l’importanza di un confronto civile e razionale, basato sul dialogo e sulla comprensione delle esigenze comuni, desidera rivolgere un sentito ringraziamento ai rappresentanti dell’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana” per la piena disponibilità dimostrata nell’ascolto delle istanze avanzate dall’utenza, ricordando che gli obiettivi di tutela dell’ambiente marino e di salvaguardia della vita umana in mare possono essere efficacemente raggiunti anche mediante l’adozione di soluzioni in grado di contemperare la libera e disciplinata fruizione dei litorali.

Allo stesso tempo, un ringraziamento va ai rappresentanti del Comitato “Stop Campo Boe” per la fattiva partecipazione dimostrata nel rappresentare, in maniera corretta e pacata, il proprio punto di vista sulla questione, con l’auspicio che la seconda metà di questa stagione estiva possa essere fruita nel modo più sereno possibile.

L'autore

Giornalista freelance, da anni racconto il territorio della provincia di Sassari, occupandomi di cronaca e attualità locale. Conosco molto bene il Nord Sardegna e questo mi consente di trasformare i fatti in notizie, con l'obiettivo di offrire un'informazione trasparente e vicina ai lettori.

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