Cellulari nascosti nel sedere, qualcuno tenta il suicidio: caos nel carcere di Sassari

Escalation di episodi preoccupanti nel carcere di Sassari.

Una settimana movimentata per la polizia penitenziaria del carcere di Bancali, a Sassari. Gli agenti sono dovuti intervenire due volte per altrettanti tentativi di impiccagione da parte di due detenuti italiani che hanno messo in atto il gesto al momento del cambio del turno in giorni diversi. Ma la prontezza e l’operatività del personale penitenziario coadiuvato dal personale medico ha fatto sì che non avessero un tragico epilogo le azioni messe in atto dai detenuti.

Nella giornata di ieri, durante il controllo mattutino delle celle, sembrerebbe che siano stati rinvenuti due cellulari ad altrettanti detenuti sempre di nazionalità italiana occultati nella cavità rettale. Come se non bastasse, nella stessa mattinata il compagno di camera di uno dei due, per motivi ancora sconosciuti, ha appiccato un incendio all’interno della camera barricandosi all’interno della stessa e rendendo difficile il lavoro degli agenti che non con poca difficoltà sono riusciti dapprima a entrare e poi a mettere in salvo il detenuto che si trovava all’interno della camera satura di fumo, riuscendo poi a spegnere gli oggetti dati alle fiamme e a riportare tutto alla normalità.

“È da diverso tempo che stiamo chiedendo ai vertici del Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, interventi concreti affinché si trovino delle soluzioni per rendere il lavoro all’interno della struttura sassarese sicuro e sereno – afferma il segretario nazionale PolGiust, Roberto Melis -. Oramai sono anni che il carcere di Bancali è privo di un comandante e un direttore titolare. Ci facciamo per l’ennesima volta portatori del disagio che vivono quotidianamente i poliziotti penitenziari chiediamo a gran voce che il Dap si attivi affinché la struttura abbia figure al comando in modo stabile e definito e non solo a tempo determinato”.

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