Coronavirus, Alghero decide di non diffondere i dati: è polemica

Le dichiarazioni del sindaco Conoci.

Il sindaco Mario Conoci ha parlato, nel corso della conferenza stampa incentrata sul bilancio, dell’evolversi  della situazione emergenziale ad Alghero.

“Voglio chiarire la mia posizione sulla diffusione di dati – dichiara il sindaco Conoci – che alcuni concittadini, per la verità non tantissimi, chiedono, presumo per trarre informazioni circa la diffusione del contagio nella nostra città. Su un tema così delicato penso sia necessaria tutta la prudenza e tutta la serietà che il tema richiede. Gli elenchi che riceviamo dalla Protezione civile riguardano persone verso le quali il comune deve svolgere assistenza, per consegna farmaci, generi di prima necessità o per altre esigenze della normale vita di tutti i giorni. Sono dati senza alcun significato ai fini statistici. Non sono, quindi, indicativi di nulla che possa avere una qualche utilità a fini pubblici, né tantomeno dell’evoluzione del contagio in città”.

“La curiosità è un fattore umano, ma in una situazione di crisi come questa è meglio lasciarla da parte e concentrarsi per comunicare cose utili – ha detto – piuttosto che diffondere dati che rischiano di indurre comportamenti contrari a quelli da assumere. Il numero dei tamponi eseguiti ad Alghero, come nel resto della Sardegna, non è utile per indirizzare i comportamenti che tutti noi dobbiamo tenere e la trasmissione dei dati conseguenti potrebbe, ripeto, generare un messaggio di un disimpegno che, invece, è da evitare assolutamente. Diffondere dati tanto per diffonderli è sbagliato, tanto più se inducono a  fare apparire quasi irrilevante in termini percentuali la presenza del virus in città, e noi non vogliamo dare un messaggio così “fuorviante”, che potrebbe fare abbassare la guardia. Non è volontà di nascondere informazioni, è semplice prudenza”.

Il compito del sindaco è quello di preservare la salute dei cittadini “e noi – spiega – lo stiamo facendo con ogni mezzo e con ogni strumento a nostra disposizione. Non pensiamo che i dati in nostro possesso siano, nell’ambito della gestione della crisi, un fattore  rilevante, ed inoltre non è stato attribuito al Comune il compito di divulgarli. È rilevante semmai mettere in campo tutte le competenze e le responsabilità necessarie per proteggere la salute della nostra comunità. Il compito del sindaco non è quello di diffondere dati, quindi, questo è un compito della Protezione civile. Possiamo essere d’accordo o meno, ma non è il momento di mettersi a discutere su questi aspetti”.

“Ognuno deve svolgere il proprio compito e noi lo stiamo facendo – continua il sindaco di Alghero – . Ho detto che simo in guerra, qualcuno ha strumentalizzato questo parallelo, ma la verità che quella che si sta combattendo è proprio una guerra di tutti noi contro il virus. Per vincerla è necessario attenersi ognuno al proprio ruolo e svolgerlo con la massima disciplina e responsabilità possibile. Certo, ciò non significa che non siamo al fianco delle istituzioni sanitarie, con le quali mi rapporto più volte quotidianamente. Ho chiesto che vengano fatti più tamponi, ho ribadito la necessità che  vengano processati ad Alghero invece che a Sassari, per avere risposte più celeri possibili. Vogliamo l’apertura delle terapia intensiva, e su questo stiamo pressando quotidianamente. Ma concentriamoci sull’emergenza, su quanto è necessario fare per i nostri concittadini in difficoltà, sul rispetto delle prescrizioni. Questa battaglia la vinciamo tutti insieme ma tutti abbiamo un compito da svolgere con sacrificio e rigore per ritornare prima possibile alla normalità”.

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