Città metropolitana, Sassari alza gli scudi in difesa del progetto

Il progetto di Sassari Città metropolitana.

“Mi sorprende che non si colga appieno l’importanza della pianificazione strategica territoriale propria della città metropolitana. Abbiamo finalmente l’occasione di ragionare in termini di area vasta, di far crescere in maniera organica tutto un territorio, di programmare interventi infrastrutturali e di attrarre finanziamenti anche per la ricerca e per l’innovazione tecnologica. Far passare tutto questo come un qualcosa legato al campanilismo o ad un medievale bipolarismo mi pare realmente sbagliato e fuorviante”.

Sul progetto della Città metropolitana è scontro

Il consigliere regionale di Forza Italia Antonello Peru ritorna sulle polemiche sollevate dopo che è stato messo in dubbio il senso della creazione della Città Metropolitana di Sassari. “Tra i rilievi fatti da chi vorrebbe mantenere la situazione attuale c’è che Rete e Città Metropolitana avrebbero lo stesso rango costituzionale. Per smentire questa tesi credo basti citare l’articolo 114 della costituzione. Non compare la Rete e questo oltre a non metterle sullo stesso piano costituzionale credo debba far riflettere anche sulla palese differenza ed importanza delle due figure”, prosegue Peru.

Da qui ne consegue anche l’impossibilità di poter accedere agli stessi finanziamenti, che potrebbero garantire lo sviluppo del territorio. “Abbiamo davvero l’occasione di ottenere tutti insieme e in maniera compatta un obiettivo che nello scorso mandato questo territorio ha mancato per una scelta a mio avviso sbagliata della passata maggioranza. Stiamo cercando di porre rimedio a quello che ritengo sia stato un errore sotto tutti i punti di vista”, conclude il consigliere regionale.

Sull’argomento è intervenuto anche Franco Cuccureddu, 
coordinatore regionale di Sardegna civica, che si batte per l’istituzione della città metropolitana di Sassari. “Sin dal medioevo la Sardegna è stata ripartita amministrativamente in Capo di sopra e Capo di Sotto. In questo momento il riconoscimento della città metropolitana per i 66 comuni che costituivano la vecchia provincia di Sassari, non serve solo a rimediare ad un grave torto perpetrato dal Consiglio regionale si danni dei cittadini del nord Sardegna ma serve soprattutto per dare funzionalità a due enti, oggi praticamente paralizzati”.

La Rete metropolitana, infatti, non ha un ufficio, nè propri dipendenti e neppure una pianta organica. “Siamo ad un passo dal ripristino della simmetria istituzionale e, puntualmente, compaiono i sostenitori del mantenimento della discriminazione, mascherati da minimizzatori – prosegue Cuccureddu -. In Sardegna, si è scelto di mettere in una rampa di lancio il cagliaritano, inondato di risorse pubbliche e dotato di organi democraticamente eletti, di uffici, personale ed attrezzature ed invece di parcheggiare in un binario morto, a contabilizzare i numeri di un progressivo declino, l’area del nord Sardegna, con una provincia commissariata da troppo tempo ed una Rete metropolitana fantasma, priva di personale ed anche di un semplice personal computer”.

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