Lavoratori senza mascherine, rischio chiusura per le imprese della Sardegna

A rischio anche chi produce beni di prima necessità

Piccole e medie imprese sarde a rischio di una serrata generale per l’impossibilità di reperire sul mercato i necessari dispositivi di protezione dei lavoratori. La denuncia di una situazione che rischia di paralizzare il motore del sistema produttivo isolano arriva da Confapi Sardegna, l’associazione di rappresentanza delle piccole e medie imprese che, in questa fase emergenziale sotto il profilo sanitario, stanno operando con grande difficoltà, e altrettanto senso di responsabilità, per assicurare il loro indispensabile apporto alla tenuta del Sistema Sardegna.

Introvabili le mascherine Ffp2 e Ffp3 le uniche in grado di proteggere le vie respiratorie e quindi i nostri dipendenti dal rischio contagio da Covid-19”, dichiara Salvatore Rivano al vertice della territoriale di Cagliari di Confapi Sardegna, a nome di tutte le aziende associate ancora operative a pieno e in alcuni casi a parziale regime. 

“Siamo impegnati a garantire livelli di produzione, in molti casi di beni e servizi essenziali per la collettività: energia, telecomunicazioni, servizi di raccolta e di gestione dei rifiuti, solo per citarne alcuni” evidenzia Rivano che sollecita a valutare le conseguenze di uno stop delle attività in termini di ulteriori disagi per la vita delle persone e di ricadute pesanti sul già fragile sistema produttivo dell’Isola.

La Confapi Sardegna sta attentamente monitorando le aziende associate per valutare la loro disponibilità, e laddove possibile, la loro rapida riconversione verso produzioni indispensabili: dalle mascherine ai disinfettanti, come di altri dispositivi di protezione.

“Ma in questa fase cruciale sotto ogni profilo sanitario, economico e sociale non possiamo tenere la prima linea da soli” denuncia Rivano, che conclude con una sollecitazione verso la Regione: “Giochi questa partita decisiva insieme a noi e apra un confronto urgente con tutti i rappresentanti del Sistema Sardegna perché insieme contribuiamo a tracciare le linee di un Piano Straordinario, un deciso intervento a sostegno dei nostri asset strategici per costruire le condizioni della ripartenza quando l’emergenza sarà finita”.

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