Il rapporto drammatico sul mondo del lavoro a Sassari.
Il 38,3% dei lavoratori a Sassari subisce mobbing e discriminazioni sul lavoro. Alla vigilia della Giornata Mondiale del Lavoro Dignitoso, la Cisl di Sassari ha presentato il Rapporto sulla qualità del lavoro, con dati allarmanti sul mondo del lavoro nel territorio. I sindacati locali denunciano che Il 38,3% non denuncia perché teme ritorsioni e il 55,7% riferisce ansia o stress. È l’altra faccia del lavoro che parla della salute di chi ha un impiego ed è proprio su questo che si concentra il Rapporto “La qualità del lavoro nel territorio di Sassari. Benessere, disagio, discriminazioni e strumenti di tutela”, realizzato dalla Cisl di Sassari nell’ambito del progetto “Spazi di prevenzione e tutela” insieme all’Associazione Culturale Damiano Giordo – Centro Studi e Ricerche.
Il rapporto con dati agghiaccianti.
A un anno dall’avvio dello Sportello Mobbing e Discriminazioni, il Rapporto raccoglie e analizza le esperienze emerse dalla compilazione di 319 questionari, offrendo così uno spaccato articolato del mondo del lavoro nel territorio di Sassari. Una fotografia che attraversa settori diversi e che vede scuola e sanità raccogliere da sole il 48% delle risposte. Una pluralità di settori che consente di mettere a fuoco esperienze e percezioni differenti, senza tuttavia attribuire al campione una rappresentatività dell’intera popolazione lavorativa sassarese. Il 27,6% dei lavoratori dichiara di aver percepito una discriminazione sul lavoro, fenomeno che coinvolge il 28,1% delle donne e il 25,2% degli uomini.
Denunciare è tabù a Sassari.
Ciò che rende drammatica la ricerca è che denunciare è un tabù, principalmente per paura di ritorsioni. Il 53,4% di chi ha subìto discriminazioni non ha effettuato una segnalazione interna. Il disagio viene quindi percepito ma in molti casi non arriva a trasformarsi in una denuncia o in una richiesta formale di intervento. E quando si prova a capire perché, emerge soprattutto un elemento: la paura. Il 38,3% di chi non ha segnalato indica il timore di ritorsioni. Il 17% dichiara di non fidarsi, mentre il 14,9% ritiene che una segnalazione non sarebbe servita. È un passaggio che porta il tema della discriminazione oltre il singolo episodio: il problema riguarda anche la possibilità, per chi lo vive, di trovare un contesto nel quale sentirsi abbastanza tutelato da poter parlare.
Un quadro che non si può ignorare.
“Il report ci consegna un quadro che non possiamo ignorare – sottolinea Sergio Mura, segretario generale della Cisl di Sassari -. Il tema non è soltanto quello delle discriminazioni, ma la possibilità per chi vive una situazione di disagio di trovare ascolto e tutela. Se più della metà delle persone che percepiscono una discriminazione non la segnala e la ragione principale è il timore di ritorsioni, significa che dobbiamo lavorare per costruire ambienti nei quali le persone si sentano realmente libere di parlare e chiedere aiuto”.
Le discriminazioni, secondo quanto emerge dallo studio, non si concentrano in un solo momento della vita lavorativa. Il 21,6% riguarda la gestione di turni e orari, il 18,2% l’assegnazione delle mansioni, il 13,6% le valutazioni e il 12,5% i percorsi di carriera. Inoltre, la precarietà contrattuale non è la chiave attraverso cui leggere il disagio. Infatti, l’83,7% dei lavoratori dichiara di avere un contratto a tempo indeterminato, mentre l’8,2% è a tempo determinato. La stabilità del rapporto di lavoro, dunque, non esaurisce da sola il tema della qualità dell’esperienza lavorativa.
Le conseguenze sulla salute.
Ma a pesare è ciò che rimane dopo. Ci sono conseguenze che possono incidere sul benessere del lavoratore: Il 55,7% delle persone che hanno dichiarato di aver percepito una discriminazione indica ansia o stress, mentre il 23,9% segnala un calo della motivazione.È proprio dove i numeri finiscono che entra in gioco lo Sportello Mobbing e Discriminazioni della Cisl di Sassari. Nato un anno fa nell’ambito del progetto “Spazi di prevenzione e tutela”, rappresenta un punto di ascolto e orientamento per chi vive situazioni di disagio, conflitto o discriminazione sul lavoro. L’obiettivo è intercettare il problema, offrire un primo spazio di confronto e aiutare la persona a comprendere quali strumenti di tutela siano disponibili.
“La nostra proposta è costruire nel territorio una responsabilità condivisa – prosegue Mura -. Il lavoro dignitoso si difende con la contrattazione, con la prevenzione, con la formazione di chi dirige, con la trasparenza delle decisioni, con il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori e con servizi capaci di intervenire quando i diritti vengono messi in discussione. Lo Sportello è un presidio della Cisl e dell’Associazione Damiano Giordo, ma vuole essere anche una risorsa per l’intera comunità”.




