I malumori dei pendolari di Sassari, bus pieni e poche corse. L’Atp: “Pronti a ripartire con l’ok della Regione”

Le proteste dei pendolari a Sassari.

Non si placano le proteste dei pendolari dell’Atp di Sassari. L’ultimo caso ieri sera nella fermata di Platamona quando, nella corsa delle 19:20, un nutrito gruppo di persone è dovuto rimanere a terra e aspettare il successivo delle 20:40.

Il problema, tuttavia, è dell’assessorato ai Trasporti della Regione che ha dimezzato le corse nella fase 1 per poi ripotenziarle fino all’attuale 64%. Durante tutto il periodo, l’Azienda Trasporti Pubblici ha utilizzato mezzi di supporto al fine di garantire una maggior partecipazione dell’utenza.

Corse dimezzate e accessi limitati, i mezzi pubblici a Sassari diventano un incubo con la fase 2.

“Le misure che il governo centrale e quello regionale impongono alle aziende di trasporto pubblico locale non consentono al momento una ripresa della mobilità al cento per cento: per quanto riguarda la città di Sassari, ad oggi, la Regione Sardegna ha acconsentito ad attivare da lunedì 18 maggio il 64% del servizio (al 50% durante il lock down) – ha affermato il presidente dell’Atp, Paolo Depperu -. Grazie alla nuova fase che allenta leggermente le misure del contenimento, da lunedì 18 ATP spa nei bus è stato incrementato il numero dei posti a sedere consentiti: ad esempio, sul mezzo da 12 metri i posti consentiti sono 15, di cui uno sempre riservato ai disabili”.

Depperu si dice consapevole del fatto che i cittadini stanno vivendo disagi importanti legati alla contrazione della mobilità pubblica. Motivo per il quale la stessa azienda deve fare i conti con un servizio in perdita: basti pensare che oggi, su un mezzo da 12 metri, si trasportano appena 14 persone nonostante una capienza massima – in epoca pre-coronavirus – di 105 passeggeri a bordo.

“Atp per prima auspica di ricevere le autorizzazione dalla Regione per riprendere ed erogare il cento per cento del servizio quando ci saranno le migliori condizioni della salute pubblica – conclude Depperru -. Speriamo che i cittadini comprendano che stiamo vivendo una situazione particolare che ci deve spingere ad essere ancora più pazienti, comprensivi e tolleranti. Fondamentale poi è seguire le regole del buon senso civico per scongiurare il pericolo di ripiombare in un una nuova ondata di emergenza. Facciamo tutti la nostra parte e presto tutto tornerà alla normalità”.

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