Non arrivano i pagamenti dall’Ats, i negozi senza glutine di Sassari a secco

La situazione dei negozi per celiaci.

I titolari dei negozi che si occupano della vendita di prodotti senza glutine a Sassari fanno sentire la loro voce. “La situazione che stiamo vivendo è molto grave e se non si porrà rimedio al più presto saremo costretti a chiudere”, constatano amaramente le attività. Da inizio anno non ricevono i rimborsi dall’Ats e per alcuni esercenti il conto è arrivato fino a 90mila euro.

Ma andiamo con ordine e spieghiamo come funziona per chi deve acquistare prodotti senza glutine per problemi di salute, come può essere la celiachia. L’ATS Sardegna fornisce ai ciliaci dei buoni che vanno da un minimo di 70 ad un massimo di 120 euro. Grazie a questi, coloro che soffrono di intolleranze possono acquistare i loro prodotti e tutelare la loro salute. I negozianti raccolgono i buoni e li inviano agli uffici preposti dell’ATS, assieme alle fatture che dovrebbero venire pagate entro 30 giorni.

“Peccato che i pagamenti non vengano fatti da alcuni mesi – constatano amaramente gli esercenti -. L’ATS di Sassari, assieme al distretto di Alghero e Ozieri, non paga dal mese di gennaio. Questo ha fatto sì che ad oggi abbiamo raggiunto un buco il cui valore ammonta ad oltre 90.000 euro, per le realtà più piccole si aggira intorno ai 10.000 euro. Abbiamo dai 5 ai 6 dipendenti, con un danno notevole”.

Un problema riguarda l’intera provincia di Sassari, dove i celiaci sono quasi 2mila. “Chiediamo il rimborso dei nostri soldi”, concludono in coro le attività. Ma l’Ats, nel frattempo, sul problema è rimasta in silenzio.

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